Desta stupore ed incredulità la motivazione data dall'assassino dei due fidanzati di Lecce: " ero invidioso della loro felicità". Perché non ci convince ? Perché non vogliamo vedere la nostra zona d'ombra. Tutti, siamo, infatti, nel profondo di noi, un pò invidiosi di chi ha raggiunto un buon posto di lavoro, di chi è riuscito a realizzarsi professionalmente, di chi è riuscito a trovare il/la partner giusto/ giusta, di chi ha qualcosa che noi non abbiamo, insomma di chi è più contento di noi. L'invidia può portare ad uccidere? Sì^ se è collegata a determinate caratteristiche di personalità non necessariamente psicopatologiche. L'invidia è il più terribile dei sentimenti, più dannoso della stessa aggressività. Questa è un'emozione primaria ereditata evoluzionisticamente perché posta a difesa della nostra incolumità. E' un'emozione d'impeto che, ovviamente, può anche danneggiare gravemente gli altri. Non ci si vergogna di confessarla. L'invidia è, invece, un'emozione bruciante, che cova all'interno della persona e che si sviluppa contro un oggetto ( il possessore di qualcosa che non si ha) che si vuole distruggere perché la sua presenza testimonia la condizione di mancanza di chi la prova. E' dunque un'emozione cognitiva che può portare a progetti distruttivi molto ben congegnati ed articolati. Anche il possedere una qualità, un attitudine può diventare oggetto d'individia, tutto ciò che in qualche modo fa "rilucere una persona" in contrasto con la condizione, a volte, grigia dell'invidioso. Anche la bontà può essere oggetto di invidia, perché è bella e la bellezza riluce. L'invidia non viene mai confessata perché il confessarla svelerebbe la condizione di mancanza di chi la prova
Psicologa,Psicoterapeuta,filosofa, istruttrice Mindfulness: alla fonte autentica della Psicologia Umanistica*
Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia
Visualizzazione post con etichetta aggressività. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aggressività. Mostra tutti i post
domenica 4 ottobre 2020
martedì 31 dicembre 2019
A fine 2019 facciamo nostre le parole e le speranze di Freud : egli si augura che il “potente Eros ed il rafforzamento dell’intelletto possano volgere l’umanità verso un progressivo processo di civilizzazione eliminando la “gratuita produzione di male”.
IL“potente Eros
(forza di aggregazione)” ed il rafforzamento dell’intelletto possano volgere
l’umanità verso un progressivo processo di civilizzazione eliminando la
“gratuita produzione di male”(Sigmund
Freud.)
A fine anno si è soliti fare un bilancio, uno sguardo
retrospettivo sull’intera annata, un po’ come si fa quando si è piuttosto
avanti negli anni e si va verso la fine della vita. E si ritorna, naturalmente.
sugli eventi negativi, tristi, dolorosi, su ciò che avrebbe dovuto essere in un
certo modo ma e non è stato, sulle aspettative deluse, sui sogni irrealizzati.
E così, allo stesso modo, a fine anno si ritorna sugli eventi drammatici
occorsi, sui fatti che ci hanno indispettiti ed indignati. E questo accade per
una caratteristica naturale della nostra mente- cervello di cui l’evoluzione ci
ha dotato, a tutela della nostra sopravvivenza, perché potessimo proteggerci
dagli eventi dannosi e pericolosi. Ma l’evoluzione non è perfetta: ciò che è
evoluzionisticamente protettivo da un lato, dall’altro ci arreca danno e
fastidio. Perciò la nostra mente, se ci
provvede di strategie utili ad evitare danni e pericoli, ci induce, anche, a
ruminare sugli eventi negativi del passato, sulle offese che abbiamo ricevuto,
sui patimenti vissuti, sui lutti dolorosi…Ma questa volta, diversamente dagli
altri anni, non vogliamo soffermarci sulle disavventure politiche che hanno
animato la cronaca dei quotidiani e le trasmissioni televisive , sul
decadimento morale della classe politica e dell’intero paese, né sulle inefficienze
del paese dinanzi alle calamità naturali…. Vogliamo, piuttosto, parlare di
qualcosa che ci ha sorpreso e ci fa sperare: la rivoluzione dei ragazzi.
A fronte di una politica e della classe degli adulti che non
riescono a dare risposte efficaci alle emergenze attuali ma neanche ad
interrogarsi e a porsi le domande giuste, i giovani sono scesi in piazza. E lo hanno fatto in maniera planetaria:
sono scesi ad Hong Kong e a Santiago contro le decisioni dei governanti, in
Russia contro l’autoritarismo di Putin, a Stoccolma, in Spagna, negli USA, In
italia, a seguito di Greta, per l’emergenza ambientale. Infine le Sardine,
movimento contro la classe politica, che iniziato a Bologna si è diffuso poi in molte città italiane. Quello che
colpisce è la giovane età: Greta, che ha
dato inizio alla rivoluzione dei giovani, ha solo diciassette anni( la stessa
domenica 8 febbraio 2015
La guerra ciò che ci riporta indietro alla nostra animalità.
"La guerra non nobilita l'uomo: lo fa diventare un cane rabbioso"
dice uno dei protagonisti del film
"La lunga linea d'ombra" di
Terence Malick
Etichette:
aggressività
,
animalità
,
guerra
,
Terence Malick

