Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

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martedì 7 aprile 2020

Il testo "Il mozzo e il capitano" che è andato su molte pagine facebook non è di Jung

 AD EVITARE EQUIVOCI IL TESTO PUBBLICATO QUALCHE TEMPO FA "Il mozzo e il capitano", come giustamente ha fatto rilevare un lettore, non è di Jung ma di Alessandro Frezza, uno scrittore che non l'ha postato come appartenente a Jung. Piuttosto il testo è stato postato sulla pagina facebook "Il Libro Rosso ". Io l'ho ripreso da quella pagina  di qui l'equivoco. Ma non ho ritenuto opportuno eliminarlo perché comunque è un testo interessante che ben si adatta alla nostra situazione attuale.  Avrei dovuto fare prima questa precisazione.

lunedì 23 marzo 2020

Dal "Libro rosso" di Jung: il dialogo tra il mozzo e il capitano, un racconto nutriente e ricco di saggezza, assolutamente pertinente con la situazione attuale


DAL LIBRO ROSSO DI JUNG-
"Capitano, il mozzo è preoccupato e molto agitato per la quarantena che ci hanno imposto al porto. Potete parlarci voi?"
"Cosa vi turba, ragazzo? Non avete abbastanza cibo? Non dormite abbastanza?"
"Non è questo, Capitano, non sopporto di non poter scendere a terra, di non poter abbracciare i miei cari".
"E se vi facessero scendere e foste contagioso, sopportereste la colpa di infettare qualcuno che non può reggere la malattia?"
"Non me lo perdonerei mai, anche se per me l'hanno inventata questa peste!"
"Può darsi, ma se così non fosse?"
"Ho capito quel che volete dire, ma mi sento privato della libertà, Capitano, mi hanno privato di qualcosa".
"E voi privatevi di ancor più cose, ragazzo".
"Mi prendete in giro?"




"Affatto... Se vi fate privare di qualcosa senza rispondere adeguatamente avete perso".
"Quindi, secondo voi, se mi tolgono qualcosa, per vincere devo togliermene altre da solo?"
"Certo. Io lo feci nella quarantena di sette anni fa".
"E di cosa vi privaste?"