Il fantasma
del migrante e le neuroscienze
Mentre diventa sempre più inquietante la tragedia dei
migranti cresce nell’immaginario degli italiani il fantasma
del migrante minaccioso e pericoloso. Ormai quasi tutti si sono assuefatti
all'immagine dei barconi che naufragano, delle decine di vittime ripescate nel
mare, donne e bambini. E neanche le immagini ci toccano più di tanto perché
la tragedia la vediamo a distanza, quasi come un film e allora le emozioni (quelle che ci fanno
specificamente umani e che appartengono anche agli animali dotati di un
cervello complesso) non scattano. Le neuroscienze ce ne danno una spiegazione:
se una tragedia accade direttamente sotto i nostri occhi (c’è vicinanza, prossimtà, a volte interazione) scattano le aeree cerebrali responsabili delle
emozioni. In un vecchio episodio de Ai confini della realtà, ripreso da un
film più recente, ad una persona, che si trova in difficoltà finanziarie, viene
proposto, in cambio di mille dollari, di schiacciare il pulsante di una scatola. Quando questo
accadrà un altro morirà. Dopo una notte
insonne, in preda al dilemma morale, dopo aver riesaminato la sua situazione
economica, lui schiaccia il pulsante. Sulla umana pietas aveva avuto il
sopravvento la componente razionale: erano scattate, diremmo oggi, le aeree
cerebrali preposte al pensiero razionale.