Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

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lunedì 28 luglio 2014

Il fantasma del migrante e le neuroscienze


Il fantasma del  migrante e le neuroscienze

Mentre diventa sempre più inquietante la tragedia dei migranti  cresce  nell’immaginario degli italiani il fantasma del migrante minaccioso e pericoloso. Ormai quasi tutti si sono assuefatti all'immagine dei barconi che naufragano, delle decine di vittime ripescate nel mare, donne e bambini. E neanche le immagini  ci toccano più di tanto   perché la tragedia la vediamo a distanza, quasi come un film e allora  le emozioni (quelle che ci fanno specificamente umani e che appartengono anche agli animali dotati di un cervello complesso) non scattano.   Le neuroscienze ce ne danno una spiegazione: se una tragedia accade direttamente sotto i nostri occhi (c’è vicinanza,  prossimtà, a volte interazione) scattano  le aeree cerebrali responsabili delle emozioni.  In un vecchio episodio de Ai confini della realtà, ripreso da un film più recente, ad una persona, che si trova in difficoltà finanziarie, viene proposto, in cambio di mille dollari, di schiacciare  il pulsante di una scatola. Quando questo accadrà un altro morirà. Dopo  una notte insonne, in preda al dilemma morale, dopo aver riesaminato la sua situazione economica, lui schiaccia il pulsante. Sulla umana pietas aveva avuto il sopravvento la componente razionale: erano scattate, diremmo oggi, le aeree cerebrali preposte al pensiero razionale.