Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

Visualizzazione post con etichetta neuroscienze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta neuroscienze. Mostra tutti i post

mercoledì 11 gennaio 2023

Scuolan di Alta Formazione in Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze: MIndfulness e Neuroscienze a scuola, a Cassino, presso il LIceo Classico G. Carducci

 PER LA PRIMA VOLTA NELLA PROVINCIA DI FROSINONE, la MINDFULNESS

 CASSINO LICEO CLASSICO G: CARDUCCI

grazie alla collaborazione della preside Prof. Licia Pietroluongo e del prof, di Filosofia Max d'Aliesio

La Mindfulness in età evolutiva

 

Il termine “mindfulness”, che può essere  tradotto con l’espressione “piena consapevolezza”, fa riferimento  all’abilità di dirigere l’attenzione verso la propria esperienza nel momento in cui essa viene vissuta con un atteggiamento aperto e curioso. Significa guardare le cose, le esperienze, le persone semplicemente così come sono. E’ una condizione di attenzione attiva e curiosa. Significa, fondamentalmente, essere presenti in quello che facciamo.

 Si propongono, spesso, ai bambini e ai ragazzi corsi e attività di ogni genere, ma troppo spesso  si dimentica che esistono delle abilità trasversali a tutti gli ambiti dell’esperienza che, se messe opportunamente in risalto, potrebbero fare una grossa differenza.  La Mindfulness è, appunto, un’attività trasversale che può essere insegnata, con opportuni accorgimenti, anche a bambini a partire dai cinque anni di età.

I benefici che i bambini e i ragazzi possono trarre dalla pratica della mindfulness sono simili a quelli descritti per gli adulti:

aumento della capacità attentive. Come nella meditazione degli adulti, anche nei bambini la Mindfulness ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza di quello che accade nel momento presente e nella  mente. Per diventare consapevoli è necessario che la mente sia concentrata su un dato compito cioè diriga intenzionalmente l’attenzione su un determinato compito o azione che si sta facendo in quel momento. Spesso genitori ed insegnanti chiedono ai bambini di “stare attenti”, ma difficilmente spiegano loro come farlo. La pratica della mindfulness insegna proprio a prestare attenzione e questo, a sua volta, influenza positivamente le capacità di apprendimento a scuola

Il saper prestare attenzione è indubbiamente un’abilità fondamentale per l’apprendimento scolastico: se sono capace di focalizzare l’attenzione sulla spiegazione ignorando le distrazioni sarò sicuramente facilitato nell’apprendimento. L’attenzione è però molto di più: riguarda ogni ambito della vita di ciascuno. Essa è un’abilità che può essere insegnata e “allenata”. Essa migliora la capacità di memorizzazione: spesso i bambini non ricordano le cose semplicemente perché non vi hanno prestato attenzione, ossia poiché non hanno saputo focalizzare intenzionalmente l’attenzione su ciò che era prioritario in quel momento

 

Miglioramento delle funzioni esecutive, che possono essere genericamente definite come abilità cognitive che permettono di organizzare e regolare il comportamento. Esse consentono all’individuo di adattarsi alle continue e mutevoli richieste dell’ambiente, fanno sì che abbia la capacità di selezionare il comportamento più opportuno in vista di un obiettivo. Le funzioni esecutive di base sono: memoria di lavoro, inibizione e flessibilità cognitiva

●Maggiore consapevolezza dei processi di pensiero, delle emozioni e degli impulsi ad agire. Favorisce in questo modo l’incremento delle abilità di autocontrollo e, parallelamente, la capacità e la disponibilità a comprendere le motivazioni del comportamento altrui, ma anche l’acquisizione di abilità in ambito sociale e di comprensione/gestione delle emozioni.

Facilitazione della comprensione delle modalità di funzionamento della propria mente e di come essa generi sofferenza e comportamenti non utili, fornendo quindi un importante strumento per fronteggiare difficoltà emotive, comportamentali e relazionali

Sviluppo della capacità di notare la ricchezza dell’esperienza: la noia scompare quando riusciamo a notare la ricchezza di ciò che accade momento per momento. Gli esercizi di mindfulness aiutano il bambino a scoprire la varietà di percezioni, sensazioni ed emozioni che caratterizzano la quotidianità.

Ma la mindfulness è efficace non solo ai fini del potenziamento cognitivo ma anche ai fini della regolazione emotiva e del potenziamento dei comportamenti altruistici. Essa aiuta  i  ragazzi a diventare consapevoli  ed abili gestori delle proprie emozioni: la paura, la rabbia, la tristezza. La mindfulness  riduce i comportamenti reattivi. In un clima attuale, in cui si denuncia sempre più l’emergenza relativa al bullismo e alla violenza nelle scuole, la mindfulness diventa estremamente rilevante ai fini della prevenzione di condotte aggressive e devianti.

In sintesi: i bambini e i ragazzi che allenano con costanza l’abilità di essere pienamente consapevoli sono più in grado di focalizzare l’attenzione e di mantenerla ignorando le distrazioni, sono più capaci di gestire stress e, in generale, di far fronte in maniera più funzionale alle emozioni difficili, di controllare gli impulsi; sviluppano, infine, comportamenti altruistici ed etici.

martedì 3 gennaio 2023

SCuola di Alta Formazione in Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze (di Cassino): edizione gennaio 2023

 


Inizia, come ogni anno, la Scuola di Alta Formazione in Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze.

I primi due eventi saranno in presenza
Mercoledì 11 ore 15: laboratorio di biologia
"Salviamo la biodiversità", dott.ssa Jessica Vettese
"Neuroscienze e Mindfulness", dott.ssa M.Felice Pacitto
(presso Liceo Classico Giosuè Carducci)
Giovedì 12 ore 15
Proiezione del film: "2001 Odissea nello spazio" di Stanley Kubrik ( a cura di Maria Felice Pacitto)
(presso sala San Benedetto della Banca Popolare del Cassinate)

giovedì 8 settembre 2022

Festival della Neuroetica e del Cervello Sociale a Cassino. Filippo Arrichiello: "L'uso della Brain Computer Interface per il controllo di robot assistivi"

 



Le interfacce cervello-computer, o Brain Computer Interface, sono dispositivi realizzati per consentire ad una persona di comunicare con un computer utilizzando unicamente i segnali cerebrali. Le BCI difatti consentono di rilevare i segnali elettroencefalografici, di analizzarli tramite opportuni strumenti software, e di tradurli in comandi da dare ad un computer o ad un dispositivo esterno ad esempio per "comunicare con il pensiero". Il progresso della ricerca nell'ambito delle neuroscienze, dell'informatica e della robotica può portare questi dispositivi ad essere utili strumenti di ausilio per persone con disabilità motorie per agevolarli nell'esecuzione autonoma di operazioni di vita quotidiana.

In questo intervento seminariale verranno mostrate alcune attività svolte presso l'Università di Cassino relative all'utilizzo di Brain Computer Interface per il controllo del movimento di robot assistivi (manipolatori o mobili), utilizzando diversi paradigmi di elaborazione dei segnali elettroencefalografici

martedì 16 agosto 2022

GIORGIO VALLORTIGARA :"Dai corvi di San Benedetto a quello che oggi sappiamo della mente": FESTIVAL di NEUROETICA E DEL CERVELLO SOCIALE di Cassino, 29 settembre

 

                                                Giovedì 29 settembre ore 16

                                     Aula magna dell'Università degli Studi di Cassino

                                                  Lectio Magistralis

                                                              di

Giorgio Vallortigara CIMeC, Centre for Mind/Brain Sciences Università di Trento



 

Dai corvi di san Benedetto a quello che oggi sappiamo della mente

 

In anni recenti abbiamo assistito allo sviluppo tumultuoso delle neuroscienze, grazie soprattutto alla messa a punto di sofisticate tecniche per l’analisi dell’attività cerebrale, sia a livello molare (come nel neuroimaging umano) sia soprattutto a livello cellulare e molecolare combinando modelli animali e metodologie di imaging ottico e di neurogenetica. Ciò ha consentito la spettacolare crescita di una ricchissima fenomenologia associata all’attività del cervello e ai suoi prodotti – i processi cognitivi e il comportamento - e alla possibilità di una loro modificazione sempre più fine.  Purtroppo questi sviluppi non trovano corrispondenza nella nostra comprensione teoretica di come funzioni la vita mentale. In che cosa consista precisamente un ricordo, o quale sia la natura dei meccanismi che determinano le nostre esperienze al momento ci è ignoto. Non abbiamo idea di quale sia il codice che consente di codificare i fatti dell’esperienza nel cervello. Cosa possiamo sperare di sapere del cervello in futuro, e come potremmo immaginare il cervello del futuro?

 

Biografia breve

Giorgio Vallortigara è professore di Neuroscienze presso il Centre for Mind-Brain Sciences dell’Università di Trento, di cui è stato anche direttore.

È stato anche per vari anni Adjunct Professor presso la School of of Biological, Biomedical and Molecular Sciences dell’Università del New England, in Australia.

È autore di più di 300 articoli scientifici su riviste internazionali (con oltre 25.000 citazioni) e di alcuni libri a carattere divulgativo, il più recente dei quali, uscito per i tipi di Adelphi nel 2021, è “Pensieri della mosca con la testa storta”. Nel 2016 ha ottenuto il Premio internazionale Geoffroy Saint Hilaire per l’etologia e una laurea honoris causa dall’Università della Ruhr, in Germania. È Fellow della Royal Society of Biology.

Oltre alla ricerca scientifica svolge un’intensa attività di divulgazione, collaborando con le pagine culturali di varie testate giornalistiche e riviste, quali il Sole 24 Ore, La Lettura, Prometeo e Le Scienze.

 

sabato 6 marzo 2021

Lunedì 8 marzo, nell'ambito del progetto "Soggettività e psicologia del femminile": "Gli uomini odiano le donne?" Webinar

 L'aumento delle violenze domestiche in questo periodi di permanenza in casa e di forzata coabitazione porta a riflettere su questo fenomeno ancora troppo poco indagato e spiegato e, spesso, trattato e liquidato con i soliti stereotipi.

Inoltre è anche un periodo, questo, che vede fortemente attuale l'analisi della oggettualizzazione del corpo femminile, cioè la riduzione della persona ad oggetto

Ne parleremo insieme durante il webinar di lunedì 8 marzo

Per partecipare alla diretta richiedere il link al seguente indirizzo: mariafelice@humanistic psyc.it. 



sabato 16 gennaio 2021

Chi ha paura dei vaccini? Il governo utilizzi le nudges per invogliare i recalcitranti

 


VACCINIAMOCI TUTTI! IL GOVERNO UTILIZZI LE NUDGES PER INVOGLIARE I CITTADINI

Il nostro è un paese particolare: se gioca la Nazionale tutti diventano mister, in occasione delle elezioni tutti diventano politologi. Adesso, in clima di pandemia, tutti diventano infettivologi. Allo stesso modo su qualsiasi decisione venga presa dal governo e su qualsiasi misura protettiva venga suggerita, ognuno dice la sua. Tutta colpa del cervello che induce a cogliere della informazione scientifica solo quello che fa più comodo a ciascuno, solo quello che si conforma alle proprie credenze e ai propri desideri.  E’ arrivata finalmente “la cavalleria” (così la felice metafora di Guido Silvestri scienziato italiano di pregio ma, come molti altri, cervello trapiantato all’estero) e abbiamo i vaccini. Ma, mentre si organizza e si procede nella macchina vaccinale, si accendono polemiche e dibattiti in merito alla necessità della loro obbligatorietà o meno, perché anche in questa occasione tragica esiste il partito dei contrari. Una vecchia questione, retaggio, forse, di quell’atteggiamento avverso suscitato in Occidente (lo stesso Kant prese posizione no-vax) allorché la pratica della vaccinazione fu introdotto dalla Cina e dal Medio Oriente, in cui erano pratiche consolidate, a metà del diciottesimo secolo. Si trattava di inoculare la malattia da soggetti umani e da animali, spesso portatori di gravi malattie, in soggetti sani e questo, oltre che ripugnante e pericoloso, veniva ritenuto immorale. Bisogna aspettare gli anni ’50 del’ 900 per avere vaccini “puliti“. Grazie al progresso scientifico i vaccini sono da decenni sicuri e da essi è derivata l’arma più potente di prevenzione nei confronti di molte gravi malattie. Parlando in generale, vaccinarsi e vaccinare i propri figli è utile e doveroso non solo per prevenire il contagio  ma perché comporta un vantaggio aggiuntivo in quanto il vaccino, oltre ad essere un fattore protettivo nei confronti dell’agente patogeno contro cui è usato, costituisce una sorta di allenamento per l’intero sistema immunitario e non solo per l’immunità specifica. Vaccinarsi è una forma di cura verso se stessi e verso gli altri. “Noi siamo le cose di cui ci prendiamo cura” afferma Martin Heidegger. Ma le notizie non sono rassicuranti a tal proposito. Un’indagine svolta dal World Economic Forum dice che da luglio ad ottobre l’intenzione di vaccinarsi è scesa in 15 paesi, come se anche la paura della pandemia fosse diminuita rispetto agli inizi, quando era sopraggiunta improvvisamente e appariva ingestibile. In Italia un terzo della popolazione, come del resto negli USA e in Spagna, dichiara di non volersi vaccinare. Il quadro è preoccupante perché la vaccinazione è, giustamente, volontaria e non è detto che tutti quelli che hanno deciso di vaccinarsi lo facciano realmente per quell’ineliminabile scarto che c’è tra intenzione e  azione. Vecchio problema posto già dallo stesso Aristotele.

La paura dei vaccini è sia tra chi mai si vaccinerebbe sia tra chi vorrebbe vaccinarsi : siamo una specie avversa al rischio, caratterizzata da bias mentali che risalgono al paleolitico.  L’ inadeguata e, spesso, confusa informazione scientifica  poi fa il resto.  E’ evidente che chi ha deciso di  non  vaccinarsi sottostima anche il percolo di ammalarsi e difficilmente cambierà opinione. Esiste però  una cospicua percentuale  di convinti,  quelli che si vaccinano perché si fidano della scienza e per una sorta di obbedienza  civile volta al benessere personale e  a quello della comunità.  Ma non è sufficiente per realizzare l’immunità di gregge. Infine la categoria degli indecisi.  Come persuadere i refrattari e gli indecisi? Su quali elementi ed argomenti dovrebbe far leva la campagna vaccinale.? Impossibile farcela con gli ostinati convinti, anzi cercare di convincerli rischia di farli diventare ancora più ostinati. Meglio non sprecare energie e concentrarsi sugli indecisi e sui dubbiosi. E’ cosa nota come quest’ultimi si allineino co quello che fanno tutti.  Dunque quale strategia costruire a partire da qui? In economia e in neuroeconomy esiste un filone di ricerca sulla “spinta gentile” o nudge ovvero su quelle procedure che spingono a comportamenti che difficilmente verrebbero agiti spontaneamente. Si tratta di spinte definite gentili perché sono volte al bene del singolo e della collettività. Inventarsi spinte gentili per la campagna vaccinale sarebbe fondamentale soprattutto per ottenere risultati tra gli indecisi. Le spinte gentili funzionano in qualsiasi ambito e per qualsiasi contenuto. Una ricerca, di qualche tempo fa, in ambito vaccinale, ha dimostrato che la chiarezza e la personalizzazione del messaggio e dell’invito a vaccinarsi, utilizzati in modo da coinvolgere il destinatario, ha una forte efficacia: le persone si sono vaccinate perché si sono sentite accudite e curate. Insomma a funzionare è stata quello che i neuroscienziati definiscono il “sistema di accudimento”: un meccanismo di affiliazione e di cura amorevole innato, il cui prototipo è la relazione madre-bimbo. Il Covid-19, per quanto sia una malattia nuova, è soggetto ai medesimi meccanismi psicologici, emotivi, cognitivi, che scattano per altre malattie e situazioni. Mi ha colpito come nella task-force creata mesi addietro per l’emergenza covid-19 non siano stati inseriti neuroscienziati e studiosi di scienze cognitive per l’analisi del comportamento dei cittadini. Ci si augura che per la campagna vaccinale,  i nostri governanti non si limitino alle sole prospettive dei virologi ed immunologi, ma si aprano ad utilizzare altre prospettive conoscitive, quelle che ci vengono fornite appunto dalle neuroscienze e dalle scienze cognitive.

sabato 11 luglio 2020

Amore e Psiche. Di che cosa parliamo quando parliamo di amore? Da Platone, alla Psicoanalisi alle Neuroscienze


Centro di “ Psicologia Umanistico-Transpersonale ed   Analisi Fenomenologico-Esistenziale”


                    I l       C ON V i V I O
Da Platone, alla Psicoanalisi, alle Neuroscienze                                    
                                    Amore e Psiche”
                               23 luglio, ore 19 e 30
                                      Bar Luciano
                                  p.zza San Giovanni
Il Convivio si prefigge di riunire intorno ad una tavola persone che vogliono , in un clima di conviviale e non accademico,  mettere insieme esperienze e conoscenze. Ognuno potrà espimersi e narrare una propria esperienza, altri ascoltare semplicemente e mangiare. L’incontro sarà guidato da Maria Felice Pacitto (Psicologa, psicoterapeuta, filosofa della mente)
L’incontro è a numero chiuso ed è aperto a sole 20 persone. E’ necessaria la prenotazione che va effettuata entro il 19 luglio, contattando la signora Emilia Di Mambro, che ospita l’evento presso il bar Luciano: cell.3393538739; shila.24.1972@gmail.com. Il costo della partecipazione, il cui pagamento va effettuato al momento della prenotazione per ovvi motivi organizzativi, è relativo semplicemente alla consumazione della cena ed ammonta ad 8 euro. Saranno osservate tutte le misure igieniche previste dall’emergenza Covid-19. Obbligatorio l’uso della mascherina

giovedì 25 giugno 2020

Mindfulness online: come vivere in serenità in tempi difficili


Mindfulness online:  come vivere con serenità in tempi difficili




Siamo usciti da un pezzo dal lockdown: una fase che all’inizio ha richiesto una forte capacità di adattamento in quanto ha interrotto i nostri comportamenti abituali, la nostra relazionalità; ci ha costretto ad una convivenza, stretta e senza pausa, con i nostri familiari che spesso ha fatto esplodere conflitti latenti. E’ stato più facile adattarsi per chi è dotato di flessibilità e resilienza. La seconda fase che è incominciata da circa un mese ci richiede parimenti una capacità di adattamento e resilienza perché non siamo tornati alla vita di prima, come molti si aspettavano. Ogni adattamento ha un costo: procura sforzo, fatica, talora stress. E siamo ancora in una fase di pericolo e di incertezza con emozioni che oscillano tra speranza e paura
Abbiamo pertanto bisogno di strumenti e di conoscenze relative al funzionamento della nostra mente-cervello che ci aiutino a vivere in condizioni  cui non siamo abituati e che caratterizzeranno a lungo la nostra vita.
Abbiamo bisogno di strumenti che ci aiutino a gestire ansia, emozioni negative e a recuperare il benessere psico-fisico.
 Dobbiamo ricostruire su basi diverse la nostra vita e non è facile.
Durante il corso verranno proposti:
contenuti teorici relativi alla psicologia delle emozioni, ai meccanismi dell’ansia e dello    stress, al rapporto mente-corpo, al funzionamento di cervello e mente,
opportunità di riflessione su alcune tematiche esistenziali
 alcune pratiche esperienziali che una volta apprese potranno essere espletate in modo autonomo
Tempi: 4 incontri (uno a settimana) della durata ognuno di un’ora e mezza. Giovedì: 2, 9, 16, 23 luglio. Orario: 21-22 e 30. Per informazioni e prenotazione: “Centro Psicologia Umanistica Cassino”, via Molise, 4, cell.3382481768




martedì 28 aprile 2020

RESPIRIAMO! Questa funzione psicologica vitale ed essenziale passava, prima, inosservata

Mai come in questo m omento è di particolare attualità il respiro e il respirare.-
Il covid 19 mina proprio questa capacità vitale del n ostro organismo: si muore di fame d'aria. E non è una bella morte. Mai prima d'ora, forse, avevamo riflettuto sul respiro , questa funzione così naturale  da passare inosservata. Siamo, oggi, privilegiati per poter respirare.
Ammaestrati dall'esperienza, ci avviciniamo con maggiore disponibilità ad esplorare e questa funzione fisiologica essenziale (nasciamo con un respiro e finiamo con un respiro) che apporta anche molti benefici psichici. La ricerca neuroscientifica ci mostra le connessioni del respiro con le nostre emozioni. La paura e l'ansia bloccano il respiro ma il respiro deprima ansia e paura. E questo grazie a meccanismi di andata e ritorno tra periferia (polmoni) e centro (sistema nervoso).
La respirazione è il fulcro della pratica meditativa (Mindfulness): l'alternanza di inspirazione ed espirazione. I benefici  della pratica di meditazione sono ormai dimostrati da molta ricerca scientifica in ambito medico, psicologico e in quello delle neuroscienze: aumento il livello di attenzione e concentrazione, regolarizza la funzione cardiocircolatoria, deprime ansia e stress, evita l'invecchiamento cerebrale. Insomma un vero toccasana. C'è un piccolo particolare però: bisogna esercitarla con costanza e regolarità e questo non per tutti è facile

venerdì 14 febbraio 2020

La rilevanza delle conoscenze in ambito neuroscientifico per il mondo dell'istruzione. Il caso della lettura





Le conoscenze nell’ambito della Neuroetica e delle neuroscienze sono utili per imparare a pensare meglio, per sviluppare pensiero critico, capacità di argomentazione? Ovviamente sì. Diversamente n on avremmo organizzato una scuola di Alta Formazione in Neuroetica e Filolsofia delle Neuroscienze aperta agli allievi frequentanti gli ultimi due anni degli istituti secondari in cui la filosofia è materia curriculare. Se le su menzionate discipline non avessero l’utilità nel senso di cui sopra, la Francia non avrebbe messo a capo del Consiglio Scientifico dell’Istruzione Nazionale (CSEN) Stanislav Dehaene, neuroscienziato, autore di una delle teorie della coscienza più significative. Com’è noto l’indagine condotta dall’Ocse-Pisa denunciava come i nostri ragazzi abbiano forti difficoltà nelle prove di comprensione di un testo scritto: uno su quattro di essi non riesce a definire quale sia il concetto più rilevante in un testo scritto. Fino a qualche tempo fa l’educazione e l’apprendimento erano compito della scuola e della famiglia e si apprendeva attraverso l’interazione con le altre persone, comunicando ed imitando. Da qualche tempo ormai l’apprendimento è fortemente governato da congegni elettronici. L’uso di app, computer ed altri congegni hanno la loro influenza devastante: la frammentazione delle informazioni e dei testi porta ad una lettura frammentaria e superficiale, non riflessiva, spezzettando l’ attenzione in frazioni di tempo sempre  più brevi, destrutturando la capacità di comprensione di pensiero. Noi abbiamo

venerdì 31 gennaio 2020

Neuroscienze. Per favore non mettete le mani sulla scuola!


Neuroscienze.Per favore non mettete le mani sulla Scuola!
(Già pubblicato sul quotidiano  l'Inchiesta)
Se c’è qualcosa che mi provoca l’orticaria, questa è l’abuso della parola “cultura”. Si tratta di un  brand, che appartiene, ormai, a quasi tutti. Nobilita, riposiziona socialmente, e, magari, se si riesce ad imbarattolare qualcosa,  fa fare vetrina! Ma la parola cultura è impegnativa, molto impegnativa. La cultura vuole impegno, studio, dedizione. Non ama improvvisazioni ed improvvisatori. E’ una cosa delicata e difficile da maneggiare soprattutto quando la si vuole diffondere. Il rischio è quella di affogarla  e svilirla in pseudo prodotti culturali. Forse siamo troppo severi: in fondo meglio divertirsi e stare in allegria con la pseudo cultura piuttosto che con altro. Ma un danno c’è: abbassare il livello di consapevolezza, delle conoscenze e ottundere la riflessività.
Ma ciò che tollero ancora meno è l’irruzione nella  scuola dei molti che propongono  le più svariate attività per i ragazzi: sport, spettacoli, progetti. Tutti vogliono organizzare qualcosa a beneficio delle scuola, tutti vogliono mettere le mani sulla scuola. Insomma una serie di attività che in sé non sono negative ma che distraggono e sviano dalle attività curriculari, da quelle discipline fondamentali per la strutturazione della mente e per la formazione della persona. Nasce spontanea la domanda: “Ma i fondamentali quando e come si fanno?”. Cioè quanto e quale tempo si dedicano allo studio della lingua e legtteratura italiana, della ,matematica, della filosofia, ecc..? Domanda pertinente   se si tiene conto che i punteggi  del Qi sembrerebbero calati nelle ultime generazioni, a partire dai nati negli anni ’70.

domenica 12 gennaio 2020

Diventiamo "cittadini scientifici":VI Convegno Cassinate di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze il 4 aprile a Cassino


Diventiamo “cittadini scientifici”

VI Convegno  Cassinate di  Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze il 4 aprile a Cassino:
                                                    “La Vita delle menti”
                                                  INGRESSO LIBERO

  Palazzo Badiale, P.zza Corte, Cassino ore 9, 30-16
Perché è utile conoscere la Neuroetica e le Neuroscienze?
per la nostra salute: imparare a cogliere i segni di eventuali patologie cerebrali aiuta a correre ai rimedi tempestivamente
●per eliminare false paure: non tutte le dimenticanze e le smemoratezze sono segno di un Alzheimer  incipiente
●per capire come siamo fatti e funzioniamo, come agiamo e come facciamo le nostre scelte: ne deriva una forte utilità per la vita individuale e collettiva
●per sapere dove e verso che cosa si muove la ricerca scientifica, per sapere quali saranno gli scenari futuri rispetto ai quali bisognerà prendere decisioni e fare scelte etiche
                                                       Semplicemente
                                   per diventare  “cittadini scientifici
ESSERE CITTADINI LIBERI significa anche
●dotarsi di un’informazione scientifica attendibile è l’unico m odo per non essere manipolati da fakenews
●conoscere il DNA e ‘l’Epigenetica, non è cosa solo per gli addetti ai lavori, ma è utile perché ci permette di capire che cosa può INFLUENZARE LA CRESCITA DEI NOSTRI FIGLI……………..

lunedì 14 ottobre 2019

Scuola di alta formazione in Filosofia, Etica ed Etologia: ETOS ED EROS, forme, origini e misteri della sessualità:


DIPARTIMENTO DI LETTERE E FILOSOFIA DELL’UNIVERSITÁ DI CASSINO E DEL LAZIO MERIDIONALE
CENTRO INTERUNIVERSITARIO RES VIVA
ASSOCIAZIONE  ANTISPECISTA “SOTTO LE ALI DEL CORVO”
CENTRO STUDI FORTINI-MASI
JANE GOODALL INSTITUTE – ITALIA
ISTITUTO  ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

 

SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE IN FILOSOFIA, ETICA, ED ETOLOGIA
Corso 2019
Ethos ed Eros
Forme, origini e misteri della sessualità


Università di Cassino e del Lazio Meridionale - Campus Folcara, aula 2.20
19-21 novembre 2019


Martedì 19 novembre, h. 15.00
Saluti del Rettore: Giovanni Betta
Saluti del Direttore del Dipartimento di Lettere e Filosofia: Sebastiano Gentile
Presentazione del corso a cura del coordinatore della Scuola: Marco Celentano

I.               DALL’EROTICA FILOSOFICA ALLE SCIENZE DEL COMPORTAMENTO
Coordina: Pasquale Beneduce (Università di Cassino e del Lazio Meridionale)
Giuseppe Cantillo (Università Federico II di Napoli), L’erotica di Jaspers tra filosofia e psico-patologia
Maria Felice Pacitto (Centro di Psicologia Umanistica di Cassino) Il tema dell’eros tra psicoanalisi e neuroscienze
Mercoledì 20 novembre, h. 09.30
II.             SELEZIONE SESSUALE E SCIENZE DELLA CULTURA
Coordina: Elena Garcea (Università di Cassino e del Lazio Meridionale)
Massimo Stanzione (Università di Cassino e del Lazio Meridionale) La selezione sessuale darwiniana e il dibattito sulle origini della musica e del linguaggio
Alfonso Troisi (Università di Roma Tor Vergata) Sesso contro natura? Le parafilie nella prospettiva della psichiatria darwiniana
h. 15.00
III.           AL DI LÁ DELLA RIPRODUZIONE: FORME DELL’EROS E LEGAMI SOCIALI
Coordina: Augusto Vitale (Istituto Superiore di Sanità, Roma)
Claudio Carere (Università della Tuscia di Viterbo) Personalità, selezione sessuale e scelta del partner negli animali
Giada Cordoni (Università di Pisa): «Sesso e volentieri»... contatti sessuali, socialità e contagio emotivo nei bonobo (Pan paniscus)
Giovedì 21 novembre, h. 09.30
IV.           VERSO UN’EPIGENETICA SOCIALE DEI COMPORTAMENTI SESSUALI
Coordina: Marco Celentano (Università di Cassino e del Lazio Meridionale)
Monica Carosi (Università di Roma Tre)  Selezione sessuale e prospettiva femminista
Silvia Pellegrini (Università di Pisa) L’orientamento sessuale: una questione genetica, epigenetica o culturale?
Per iscriversi, inviare richiesta con nome, cognome, e titolo di studio o professione, a scuola.etologia2010@libero.it
Segreteria organizzativa: Catia Canciani: 3929874257.
Si ringrazia vivamente la Banca Popolare del Cassinate per il contributo offerto alla realizzazione del corso.

venerdì 19 aprile 2019

Gestalt, mindfulness, Neuroscienze.BodyMind e Mente Incarnata; la consapevolezza della mente-corpo riduce stress, ansia e dolore


Centro di “ Psicologia Umanistico-Transpersonale ed         Analisi Fenomenologico-Esistenziale”










                                                PSICOTERAPIA, STUDIO, RICERCA 

                                                           Programma 2018-2019              

                      Psicologia positiva, del benessere e della salute



                    
   “Gestalt-Mindfulness, Neuroscienze.
BodyMind e Mente Incarnata:la consapevolezza della mente-corpo riduce stress, ansia e dolore”
                                        Sabato 27 Aprile
                                           Ore 15-18 e 30

                                                             Workshop
Il workshop è utile per chiunque voglia fare cambiamenti nella propria vita, aumentare il proprio benessere e la qualità della vita,  per quanti sono professionalmente impegnati in ambito sanitario ed educativo.

AI PARTECIPANTI VERRA’ RILASCIATO UN ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

*M.Felice Pacitto, psicologae psicoterapeuta, filosofa della mente, istruttrice Mindfulness, è stata allieva e collaboratrice di Rollo May e Ronald Laing. E’ stata tra i primi a sviluppare, in Italia, il metodo dei Gruppi d’Incontro, di cui ha dato una formulazione teorica e metodologica nel testo “Dal Sentire all’Essere”, Ed. Magi
Per informazioni e per la prenotazione (obbligatoria) telefonare al “Centro di Psicologia Umanistica” via Molise,4-Cassino tel/fax:0776/25993(ore 16-19, mercoledì); cell3382481768; www:humanistic-psyc.it; mariafelicepacitto/blogspot;scuola di counsellingpsicologico.blogspot.com.