Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

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sabato 13 maggio 2017

"L'uomo che provò a capire mente e cervello. Freud tra biologia, ermeneutica e neuroscienze", Guida Editore, di Maria Felice Pacitto: lo stato dell'arte della teoria psicoanalitica, la sua attualità, i costrutti superati, le connessioni con la ricerca sul campo e con le neuroscienze, l'influenza esercitato sugli altri contesti disciplinari, eccc....



SCHEDA LIBRO

Freud aveva iniziato come neuropsicologo ma fu costretto, quasi, a diventare “psicologo” perché le conoscenze dell’epoca nell’ambito della neurofisiologia erano molto limitate e non gli consentivano di spiegare la complessità dei fenomeni psichici che la pratica terapeutica gli presentava. Imboccò, dunque, un’altra strada inventando una nuova scienza, ma non rinunciò mai all’istanza biologica. L’autrice, pertanto, sviluppa la sua trattazione intorno all’idea che l’unico vero problema di Freud fu quello del rapporto mente-corpo (oggi body-mind), che lo portò ad anticipare di un secolo prospettive di ricerca che solo oggi le neuroscienze sono in grado di sviluppare grazie all’invenzione di nuove tecniche non invasive di indagine del cervello. L’autrice sottolinea, dandone ragione e cogliendone l’origine, entrambe le componenti, quella ermeneutica e quella biologistica, che coesistono dall’inizio fino alla fine nello sviluppo dell’opera freudiana, prospettive che vanno parimenti accolte se si vuole accedere ad una più piena comprensione della stessa. La trattazione, libera l’opera freudiana dai molti stereotipi che ne hanno accompagnato la volgarizzazione, analizza le profonde trasformazioni che la psicoanalisi freudiana ha operato  nel mondo della cultura “alta”( filosofia, letteratura, arte,