Le conoscenze
nell’ambito della Neuroetica e delle
neuroscienze sono utili per imparare a pensare meglio, per sviluppare
pensiero critico, capacità di argomentazione? Ovviamente sì. Diversamente n on
avremmo organizzato una scuola di Alta
Formazione in Neuroetica e Filolsofia delle Neuroscienze aperta agli
allievi frequentanti gli ultimi due anni degli istituti secondari in cui la
filosofia è materia curriculare. Se le su menzionate discipline non avessero
l’utilità nel senso di cui sopra, la Francia non avrebbe messo a capo del Consiglio Scientifico dell’Istruzione Nazionale
(CSEN) Stanislav Dehaene, neuroscienziato, autore di una delle teorie della
coscienza più significative. Com’è noto l’indagine condotta dall’Ocse-Pisa
denunciava come i nostri ragazzi abbiano forti difficoltà nelle prove di
comprensione di un testo scritto: uno su quattro di essi non riesce a definire
quale sia il concetto più rilevante in un testo scritto. Fino a qualche tempo
fa l’educazione e l’apprendimento erano compito della scuola e della famiglia e
si apprendeva attraverso l’interazione con le altre persone, comunicando ed
imitando. Da qualche tempo ormai l’apprendimento è fortemente governato da
congegni elettronici. L’uso di app, computer ed altri congegni hanno la loro
influenza devastante: la frammentazione delle informazioni e dei testi porta ad
una lettura frammentaria e superficiale, non riflessiva, spezzettando l’
attenzione in frazioni di tempo sempre
più brevi, destrutturando la capacità di comprensione di pensiero. Noi
abbiamo
Psicologa,Psicoterapeuta,filosofa, istruttrice Mindfulness: alla fonte autentica della Psicologia Umanistica*
Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia
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