Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

Visualizzazione post con etichetta neurogenesi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta neurogenesi. Mostra tutti i post

martedì 17 novembre 2015

Stressor non sono solo il superlavoro e gli eventi avversi ma anche i fattori ambientali erelazionali




 Oggi sappiamo molte più cose su come gli stressor (gli agenti stressanti) agiscono sul nostro organismo grazie ad un forte impulso dato alla ricerca nell’ambito delle neuroscienze e della biologia  molecolare. Ma che cosa è lo stress? Si definisce stress la risposta dell’organismo ad uno stimolo potenzialmente stressante. Stressor è invece una situazione stimolo qualsiasi che venga ad alterare la normale condizione di vita di un individuo: può essere sia un evento di valenza positiva (ad esempio il matrimonio) che un evento a valenza negativa (ad esempio un lutto). Stressor è anche un sistema di vita frenetico o il superlavoro, nocivi e logoranti.  Determinante nella reazione allo stressor sono le esperienze pregresse dell’individuo e il significato che egli attribuisce agli eventi stressor. In situazione di forte stress l’organismo produce un eccesso di cortisolo, l’ormone dello stress, che è il peggior killer della nostra salute.

domenica 15 febbraio 2015

Neuroscienze. La memoria:ciò che ci consente di essere noi stessi


Neuroscienze.La memoria: ciò che ci consente di essere noi stessi

  “Siamo ciò che siamo in virtù di ciò che abbiamo imparato e di ciò che ricordiamo” così dice Eric Kandel, uno dei più grandi neuroscienziati contemporanei , premio Nobel nel 2000 per la scoperta dei meccanismi alla base della plasticità neuronale strettamente collegati all’apprendimento e cioè al fare esperienza e ai processi di memorizzazione. Della memoria, oggi, si sa abbastanza anche se non ancora a sufficienza. Essa è una funzione fondamentale per la vita psichica e per la vita in generale. Preposta ai processi di apprendimento e, dunque, alla acquisizione della esperienza, consente la formazione della nostra identità. Che cosa saremmo se non ricordassimo il nostro passato, remoto e più vicino, fatto di relazioni umane, di eventi significativi per noi, di atti da noi compiuti, di credenze,ecc.. Nulla assolutamente nulla. Ne abbiamo una conferma da ciò che accade nelle persone affette da Alzheimer, nelle quali la memoria, appunto, si disintegra.  La memoria dunque è la  nostra identità. E’ per questo che ci allarmiamo per una semplice dimenticanza. L’invecchiamento determina un deterioramento nelle abilità di memoria  e, talora, anche dei processi cognitivi a causa della perdita di neuroni e della riduzione del numero di sinapsi. Ma non per tutti, per il semplice fatto che il cervello ha delle strategie di compensazione . Infatti il numero di neuroni posseduto è di gran lunga superiore a quello usato e necessario al funzionamento psichico. Pertanto un buon numero di neuroni  funge da riserva e subentra a quelle che degenerano. Inoltre il cervello è plastico, ha la possibilità di rimodellarsi grazie agli stimoli ambientali  stabilendo nuove connessioni sinaptiche e creando nuovi circuiti cerebrali.  Infine la neuro genesi: una volta si pensava che il numero di neuroni posseduto era quello avuto in dotazone alla nascita. Oggi si sa invece che il cervello continua a rigenerarsi  ( in alcune zone specifiche)in età adulta sempre sotto l’azione degli stimoli ambientali cioè del fare esperienza. La neuro genesi adulta si verifica alcune zone:  ventricoli e ippocampo. Allora se l’ippocampo ha un ruolo determinante nella stabilizzazione della memoria a lungo termine e se è anche la sede della neurogenesi significa che devo mettere sempre nuova carne a cuocere, devo sempre apprendere se per far nascere nuovi neuroni e mantenere il mio cervello in ottime condizioni ovvero per “invecchiare con successo”, cosa che dovrebbe essere l’obiettivo di ciascuno di noi. Ma bisogna pensarci fin da giovani!

lunedì 3 novembre 2014

Neuroscienze.La memoria:ciò che ci consente di essere noi stessi


Neuroscienze.La memoria: ciò che ci consente di essere noi stessi

  “Siamo ciò che siamo in virtù di ciò che abbiamo imparato e di ciò che ricordiamo” così dice Eric Kandel, uno dei più grandi neuroscienziati contemporanei , premio Nobel nel 2000 per la scoperta dei meccanismi alla base della plasticità neuronale strettamente collegati all’apprendimento e cioè al fare esperienza e ai processi di memorizzazione. Della memoria, oggi, si sa abbastanza anche se non ancora a sufficienza. Essa è una funzione fondamentale per la vita psichica e per la vita in generale. Preposta ai processi di apprendimento e, dunque, alla acquisizione della esperienza, consente la formazione della nostra identità. Che cosa saremmo se non ricordassimo il nostro passato, remoto e più vicino, fatto di relazioni umane, di eventi significativi per noi, di atti da noi compiuti, di credenze,ecc.. Nulla assolutamente nulla. Ne abbiamo una conferma da ciò che accade nelle persone affette da Alzheimer, nelle quali la memoria, appunto, si disintegra.  La memoria dunque è la  nostra identità. E’ per questo che ci allarmiamo per una semplice dimenticanza. L’invecchiamento determina un deterioramento nelle abilità di memoria  e, talora, anche dei processi cognitivi a causa della perdita di neuroni e della riduzione del numero di sinapsi. Ma non per tutti, per il semplice fatto che il cervello ha delle strategie di compensazione . Infatti il numero di neuroni posseduto è di gran lunga superiore a quello usato e necessario al funzionamento psichico. Pertanto un buon numero di neuroni  funge da riserva e subentra a quelle che degenerano. Inoltre il cervello è plastico, ha la possibilità di rimodellarsi grazie agli stimoli ambientali  stabilendo nuove connessioni sinaptiche e creando nuovi circuiti cerebrali.  Infine la neuro genesi: una volta si pensava che il numero di neuroni posseduto era quello avuto in dotazone alla nascita. Oggi si sa invece che il cervello continua a rigenerarsi  ( in alcune zone specifiche)in età adulta sempre sotto l’azione degli stimoli ambientali cioè del fare esperienza. La neuro genesi adulta si verifica alcune zone:  ventricoli e ippocampo. Allora se l’ippocampo ha un ruolo determinante nella stabilizzazione della memoria a lungo termine e se è ancge la sede della neurogenesi significa che devo mettere sempre nuova carne a cuocere, devo sempre apprendere se per far nascere nuovi neuroni e mantenere il mio cervello in ottime condizioni ovvero per “invecchiare con successo”, cosa che dovrebbe essere l’obiettivo di ciascuno di noi. Ma bisogna pensarci fin da giovani!

venerdì 10 ottobre 2014

Neuroscienze. La memoria: "Il cervello, usalo al meglio!"

                                                       Psiche e cervello
                    
                                 La memoria
               "Il cervello, usalo al meglio"
          
                              mercoledì ore 17 e30
                    sala diàlogos- via Molise,4, Cassino


Per informazioni: "Centro Psicologia Umanistica e analisi Fenomenologico-Esistenziale"
email: mariafelice@humanistic-psyc.it