Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

domenica 31 agosto 2014


 TfCP   Counselling psicologico

                     Training biennale di formazione  

                     Inizio: Febbraio 2015
E' possibile dal mese di Ottobre effettuare i primi colloqui di ammissione
Per informazioni: "Centro di Psicologia Umanistica ed Analisi Fenomenologico-Esistenziale"
Cassino, Via Molise,4; tel.0776/25993

martedì 19 agosto 2014

Gerald Edelman(1929-2014), una delle menti più geniali del secondo novecento, ci ha lasciato il 17 maggio scorso.


                                              IIl “Darwinismo neuronale”  di Gerald Edelman

“La teoria del darwinismo neuronale, o teoria della selezione dei gruppi neuronali (TSGN), fu proposta, nel 1977, da Gerald Edelman, il quale aveva ottenuto il premio Nobel per aver scoperto, che il sistema immunitario è governato dal principio della selezione darwiniana. Egli estese il medesimo principio al funzionamento cerebrale. La selezione di Edelman opera oltre che sul lungo periodo, a livello di specie, anche a livello individuale: il cervello è un sistema selettivo che opera nell’arco della vita dell’individuo. La teoria di Edelman si basa su alcuni assunti.

-Il primo è che  lo sviluppo dei circuiti neuronali (gruppi neuronali costituiti da migliaia di neuroni molto interconnessi e che tendono a rispondere più di altri a determinati stimoli) determina una variazione anatomica microscopica, che è il risultato di un processo di selezione continua. Determinante per il processo selettivo è che quando due neuroni, anche se distanti, scaricano insieme,  creano una connessione sinaptica (si cablano insieme). Questo si verifica anche nel feto.

 -Il secondo assunto è che quando i circuiti anatomici ricevono un segnale proveniente dal corpo, dal mondo, dal cervello stesso, si determinano altri fenomeni selettivi: alcune sinapsi si rinforzano, altre si indeboliscono come se, in base alla competizione darwiniana, emergessero quelle maggiormente in grado di elaborare con efficacia le informazioni. Pertanto le sinapsi sono plastiche. Il cambiamento della loro forza offre una base alla memoria. Attraverso il cambiamento della morfologia e delle funzioni sinaptiche, si creano mappe di gruppi neuronali. I cambiamenti epigenetici e storici nella formazione delle mappe sono fortemente influenzati da segnali provenienti dal corpo e dall’ambiente. Questo vale sia per la vita fetale che per quella post-.natale.

-Il terzo assunto è il “rientro”, che garantisce la coordinazione ed il funzionamento coerente di tutto il sistema (la coordinazione fra gruppi neuronali e mappe neuronali) in modo da produrre risposte adattattive. La memoria, la capacità di immaginazione, il pensiero, la coscienza, dipendono dal fatto che il cervello “parla a se stesso” attraverso il rientro. Fondamentali sono le connessioni rientranti talamo-corticali (nucleo dinamico), le cui complesse configurazioni integrative hanno portato all’emergere della coscienza. (Il numero di combinazioni di configurazioni di risposte cortico-talamiche è astronomico). Esiste  una densa rete di connessioni, oltre che tra corteccia e talamo, tra diverse zone corticali.ecc….” (da Buoni si nasce soggetti etici si diventa. La costruzione della mente etica,tra filosofia psicologia, neuroscienze Ed.Pendragon

 

sabato 16 agosto 2014

Giornate formative in metodologia e tecnica del Gruppo d'Incontro


                GIORNATE FORMATIVE

                            in

 

“METODOLOGIA E TECNICA DEI GRUPPI d’INCONTRO”  

 

Date:  Sabato 25 Ottobre, Sabato 15 Novembre, Sabato 20 Dicembre

 

                                                          Orari
h.    10-13 e 30  Teoria e metodologia
 
h.    13 e 30-14 e 30 pausa
 
h.    15-17 e30 Gruppo esperienziale
h.    17 e 30 -18 Break
h.    18-20      Gruppo esperienziale           
 

 

DESTINATARI:

Il corso è aperto a psicologi, medici, psichiatri

Si propone anche a tutti quei professionisti dell’Area sociale (assistenti sociali, docenti, educatori) che vogliano addestrarsi nel lavoro con le emozioni e potenziare le loro capacità empatiche.

lunedì 28 luglio 2014

Il fantasma del migrante e le neuroscienze


Il fantasma del  migrante e le neuroscienze

Mentre diventa sempre più inquietante la tragedia dei migranti  cresce  nell’immaginario degli italiani il fantasma del migrante minaccioso e pericoloso. Ormai quasi tutti si sono assuefatti all'immagine dei barconi che naufragano, delle decine di vittime ripescate nel mare, donne e bambini. E neanche le immagini  ci toccano più di tanto   perché la tragedia la vediamo a distanza, quasi come un film e allora  le emozioni (quelle che ci fanno specificamente umani e che appartengono anche agli animali dotati di un cervello complesso) non scattano.   Le neuroscienze ce ne danno una spiegazione: se una tragedia accade direttamente sotto i nostri occhi (c’è vicinanza,  prossimtà, a volte interazione) scattano  le aeree cerebrali responsabili delle emozioni.  In un vecchio episodio de Ai confini della realtà, ripreso da un film più recente, ad una persona, che si trova in difficoltà finanziarie, viene proposto, in cambio di mille dollari, di schiacciare  il pulsante di una scatola. Quando questo accadrà un altro morirà. Dopo  una notte insonne, in preda al dilemma morale, dopo aver riesaminato la sua situazione economica, lui schiaccia il pulsante. Sulla umana pietas aveva avuto il sopravvento la componente razionale: erano scattate, diremmo oggi, le aeree cerebrali preposte al pensiero razionale. 

martedì 8 luglio 2014

Il cogresso della "Società di Neuroetica e Filosofia delle neuroscienze": un dialogo proficuo tra scienza e filosofia


 

La Neuroetica, neologismo nato negli anni ’90, è un contesto disciplinare al confine tra alcune scienze specifiche (neuroscienze, psicologia, filosofia della mente, genetica molecolare e teoria dell’evoluzione) e la filosofia, in particolare nella  declinazione dell’etica. E’ un campo complesso sia in termini di riflessione tematica che di metodo. Si è tenuto nei giorni 14 15 16 maggio scorsi, a Padova, il primo congresso della “Società Italiana di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze”(SINe), società recentemente costituita, con il tentativo di costruire un dialogo proficuo  tra neuroscienze, genetica e filosofia. Un Congresso che apre agli scenari complessi ed interdisciplinari della filosofia d’oltreoceano, scenari del tutto nuovi in Italia, chiusa per troppo tempo nell'ambito della filosofia continentale ed idealistica. Sembra realizzarsi quell’ipotesi di James Mark Baldwin, filosofo e psicologo, allievo di W. Wundt e F. Paulsen, che proponeva all’inizio del secolo scorso, una proficua collaborazione tra filosofia e scienza empirica (Social and Ethical Interpretations in Mental Development-1906). Magari anche l’ italia domani avrà un Daniel D ennett..Comunque, l’obiettivo della SINe è quello non solo di promuovere la conoscenza e la ricerca nell’ambito di discipline di confine, ma anche di suscitare l’interesse di potenziali giovani ricercatori. Il congresso, che ha visto la presenza di uno dei più grandi  neuroscienziati contemporanei, Michael Gazzaniga (a lui si deve la teoria  dell’”interprete mentale”), ha affrontato una serie di temi cruciali. L'uso della risonanza magnetica funzionale, strumento ormai utilizzato da 20 anni e che permette un'indagine non invasiva del nostro cervello mentre siamo attivi in un determinato comportamento, ha permesso di conoscere molti meccanismi che sono alla base della nostra mente e dei nostri comportamenti quotidiani.( Sono le  neuroscienze che hanno consentito  una delle più significative e note scoperte  degli ultimi anni, fatta appunto dal nostro Giacomo Rizzolatti, quella dei neuroni specchio). Sono nate perciò una serie di branche  cui le neuroscienze si applicano: la neuroetica,  la neuroestetica, l neuroeconomy, la neuro politica, ecc… . Insomma progressivamente le neuroscienze vanno  applicandosi a tematiche che una volta appartenevano ad altri contesti disciplinari. Ma quanto più procediamo nella conoscenza di noi tanti  più problemi e questioni etiche si pongono e, nel contempo, si aprono scenari inquietanti. La conoscenza del nostro cervello e di come noi funzioniamo ha, infatti, enormi ricadute nell'ambito del diritto, della farmacologia (esistono determinati farmaci che possono facilitare l'enhancement di alcune capacità mentali e che possono essere considerati una forma di doping), del concetto stesso di responsabilità, colpa e pena (può essere ritenuto responsabile il soggetto che presenta nel codice genetico gli alleli della antisocialità?)

(Per saperne di più : Buoni si nasce, soggetti etici si diventa.La costruzione delle mente etica tra neuroscienze, psicologia, filosofia, Ed. Pendragon)  

Maria Felice Pacitto-Membro della Società italiana di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze(SINe)