Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

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venerdì 13 marzo 2015

EDith Stein una delle prime filosofe del'900. Sviluppò il primo studio esaustivo e d approfondito sul tema dell'empatia


Edith Stein,  ebrea come Simone Weill e Hanna Arendt. Tre donne filosofe che hanno segnato il percorso speculativo del secolo scorso. Tre donne il cui discorso si dispiega sullo sfondo drammatico del nazismo.Voci che hanno saputo interpretare il desiderio della donna a poter essere piuttosto che ad avere, contro il conformismo massificante della contemporaneità. Un poter essere che si esprime nella Arendt attraverso la teorizzazione di una filosofia inserita pienamente nella vita e nel sociale, nella Weill nella ricerca di una mistica estetica , nella Stein  nella comprensione dell’uomo. La loro opera è inscindibile dalla loro vita. Tre donne filosofe ed ebree il che vorrà pur dire qualcosa.

sabato 16 agosto 2014

Giornate formative in metodologia e tecnica del Gruppo d'Incontro


                GIORNATE FORMATIVE

                            in

 

“METODOLOGIA E TECNICA DEI GRUPPI d’INCONTRO”  

 

Date:  Sabato 25 Ottobre, Sabato 15 Novembre, Sabato 20 Dicembre

 

                                                          Orari
h.    10-13 e 30  Teoria e metodologia
 
h.    13 e 30-14 e 30 pausa
 
h.    15-17 e30 Gruppo esperienziale
h.    17 e 30 -18 Break
h.    18-20      Gruppo esperienziale           
 

 

DESTINATARI:

Il corso è aperto a psicologi, medici, psichiatri

Si propone anche a tutti quei professionisti dell’Area sociale (assistenti sociali, docenti, educatori) che vogliano addestrarsi nel lavoro con le emozioni e potenziare le loro capacità empatiche.

venerdì 2 agosto 2013

I Gruppi d'Incontro secondo il metodo umanistico-fenomenologico-esistenziale.


3.Il Gruppo d’Incontro (d’ora in poi sempre Gd’I) è un metodo  che nasce negli anni ’60 ad Esalen, nell’ambito del movimento della Psicologia Umanistica, come risposta al disagio esistenziale di una umanità che, stanca del consumismo e del materialismo che caratterizzavano la società americana, aveva un gran bisogno di rinnovamento culturale e spirituale. Il Gd’I, secondo l’approccio da me sviluppato, è un metodo terapeutico a tutti gli affetti, diverso sia da quello rogersiano che da quello tradizionale nato ad Esalen. Ha una cornice teorica  ed un metodo precisi.

E’ un metodo attivo che utilizza come espediente le “esperienze guidate” o esercizi. Si tratta di stimoli che consentono ai partecipanti, oltre che di parlare dei loro vissuti, anche di “agirli”. Non si tratta semplicemente di parlare ma di sperimentare situazioni. Agire significa sperimentare, in un contesto protetto e guidato dal terapeuta, un nuovo comportamento che mobilizzi vari sistemi energetici: cognitivi, emotivi, corporei.

Il metodo da me sviluppato si basa su una determinata concezione della persona che tiene conto  della riflessione filosofica fenomenologico-esistenziale e di quella sviluppata dalla Psicologia Umanistica. In tale concezione della persona vengono riunificate quelle facoltà della mente che una vecchia concezione filosofica e psicologica avevano visto come separate. L’apprendimento ha creato connessioni tra emozioni sensazioni e pensieri, connessioni percorribili a doppio senso. Le esperienze guidate  trovano la loro efficacia proprio in questi  meccanismi: un’emozione può evocare un ricordo, un pensiero triste che a sua volta può innescare altre emozioni, ecc. Pertanto, durante il lavoro terapeutico, si può passare  dal livello emotivo a quello sensoriale, a quello cognitivo, a quello immaginativo, ciascuno dei quali vengono, di volta in volta, in primo piano, mentre gli altri rimangono relegati nello sfondo.