Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

Visualizzazione post con etichetta neuroplasticità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta neuroplasticità. Mostra tutti i post

martedì 2 marzo 2021

Mindfulness online: siamo alla terza fase della pandemia, quella delle difficoltà psicologiche determinate dalla pandemia stessa: potenziamo le nostre capacità di resilienza facendo leva sulla neuroplasticità cerebrale

 

           


 M I N D F U L N E S S     in T E M P I  D I  C O R O N A V I R U S

                                         Corsi mindfulness online     

                

                                 Da  Venerdì 12 marzo nuovo corso online

                                            ore 19-20 e 30

Siamo alla terza fase della pandemia, quella delle difficoltà psicologiche determinate dalla pandemia stessa. Potenziamo, dunque, le nostre capacità di resilienza facendo leva sulla neuroplasticità cerebrale e modifichiamo i comportamenti automatici.

Il corso aiuta a:

●Ridimensionare l’impatto di stress ed ansia

●Abbandonare la depressione, il senso di lutto, il senso di colpa

●Accedere alle proprie risorse interne, rafforzare le relazioni benefiche

●sviluppare una mente mindful e pratiche di self –caring

Tempi: 4 incontri (uno a settimana) della durata ognuno di un’ora e mezza

 Orario:  19-20 e 30.

Per informazioni ed iscrizione (obbligatoria entro lunedì 8): “Centro Psicologia Umanistica Cassino”, via Molise, 4, 0776/25993,cell.3382481768; email:mariafelice@humanistic-psyc.it

 

venerdì 4 gennaio 2019

Neuroplasticità e Mindfulness: la pratica di Mindfulness porta cambiamenti significativi nel cervello


CENTRO MINDFULNESS SUD LAZIO CASSINO



La  neuroplasicità, come risultato dell’esperienza, è una delle più importanti scoperte delle neuroscienze.

La pratica della Mindfulness può portare a cambiamenti significativi  nelle strutture cerebrali.

1)      La meditazione è associata ad un aumento delle strutture cerebrali. Meditatori avanzati (tstati con fMRI) hanno una corteccia più spessa rispetto ai non meditatori nelle aree associate all’attenzione, all’interpretazione e all’elaborazione sensoriale(Lazar et al.2005)

2)      Meditazione a lungo termine è associata all’aumento nella materia grigia nel tronco cerebrale (Vestergaard-Poulsen, 2009)

3)        Aumento della materia grigia nell’ippocampo e nel frontale. Meditatori  a lungo termine avevano, rispetto al gruppo di controllo, volumi di materia grigia più grandi nei circuiti associati alla reegolaione emotiva (dlPFC, ippocampo destro) (Luders et al., 2009)