Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

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martedì 16 agosto 2022

GIORGIO VALLORTIGARA :"Dai corvi di San Benedetto a quello che oggi sappiamo della mente": FESTIVAL di NEUROETICA E DEL CERVELLO SOCIALE di Cassino, 29 settembre

 

                                                Giovedì 29 settembre ore 16

                                     Aula magna dell'Università degli Studi di Cassino

                                                  Lectio Magistralis

                                                              di

Giorgio Vallortigara CIMeC, Centre for Mind/Brain Sciences Università di Trento



 

Dai corvi di san Benedetto a quello che oggi sappiamo della mente

 

In anni recenti abbiamo assistito allo sviluppo tumultuoso delle neuroscienze, grazie soprattutto alla messa a punto di sofisticate tecniche per l’analisi dell’attività cerebrale, sia a livello molare (come nel neuroimaging umano) sia soprattutto a livello cellulare e molecolare combinando modelli animali e metodologie di imaging ottico e di neurogenetica. Ciò ha consentito la spettacolare crescita di una ricchissima fenomenologia associata all’attività del cervello e ai suoi prodotti – i processi cognitivi e il comportamento - e alla possibilità di una loro modificazione sempre più fine.  Purtroppo questi sviluppi non trovano corrispondenza nella nostra comprensione teoretica di come funzioni la vita mentale. In che cosa consista precisamente un ricordo, o quale sia la natura dei meccanismi che determinano le nostre esperienze al momento ci è ignoto. Non abbiamo idea di quale sia il codice che consente di codificare i fatti dell’esperienza nel cervello. Cosa possiamo sperare di sapere del cervello in futuro, e come potremmo immaginare il cervello del futuro?

 

Biografia breve

Giorgio Vallortigara è professore di Neuroscienze presso il Centre for Mind-Brain Sciences dell’Università di Trento, di cui è stato anche direttore.

È stato anche per vari anni Adjunct Professor presso la School of of Biological, Biomedical and Molecular Sciences dell’Università del New England, in Australia.

È autore di più di 300 articoli scientifici su riviste internazionali (con oltre 25.000 citazioni) e di alcuni libri a carattere divulgativo, il più recente dei quali, uscito per i tipi di Adelphi nel 2021, è “Pensieri della mosca con la testa storta”. Nel 2016 ha ottenuto il Premio internazionale Geoffroy Saint Hilaire per l’etologia e una laurea honoris causa dall’Università della Ruhr, in Germania. È Fellow della Royal Society of Biology.

Oltre alla ricerca scientifica svolge un’intensa attività di divulgazione, collaborando con le pagine culturali di varie testate giornalistiche e riviste, quali il Sole 24 Ore, La Lettura, Prometeo e Le Scienze.

 

lunedì 26 dicembre 2016


La cena di Natale






Immanuel Kant ne L’inizio congetturale della storia degli uomini  (1798) affermava, con spirito ottimistico, che il genere umano è in costante progresso verso il meglio. Nonostante la devozione che nutriamo per Lui,  il Filosofo non riesce a convincerci. Né ci rasserena l’idea del paleontologo Steven  Pincher, il quale ritiene che, dall’antichità ai tempi nostri, la mortalità per violenza si sarebbe ridotta da dieci a cinquanta volte grazie ad una serie di artefatti socio –culturali ce avrebbero pacificato la vita sociale (idee di giustizia, uguaglianza, ecc..).Troppo abbiamo visto e subito negli ultimi anni e l’ultimo, che si sta chiudendo, è stato dei peggiori.  Ad incominciare dalla politica: prima Brexit, poi Trump, poi il  Referendum. Il crescendo del regresso della ragione e del dominio della “pancia”, cui corrisponde, simmetricamente, la crisi e la dissoluzione della classe politica. Che cos’è, adesso, questa corsa al voto, invocata da tutti, come se fosse la soluzione di tutti i mali della politica italiana. Chi dovremmo votare?  Esistono soggetti, alternativi a quelli attuali, degni della nostra fiducia? Non corriamo il rischio, data la rabbia in circolo contro tutto e tutti (L’Europa, Renzi, le banche,i migranti, i poteri forti..) tranne che nei confronti dei rabbiosi, di votare altrettante/i  Raggi?Colpisce l’intemperanza e l’immodestia  di questa signora, assolutamente incapace,  per essersi proposta ed per aver accettato la conduzione di una città come Roma, conduzione che avrebbe fatto tremare politici di ben altro calibro.

Ma più delle figure barbine della Raggi, ci angosciano i barconi dei migranti che continuano a morire a centinaia sotto gli occhi impotenti dei governi; le atrocità della guerra in Siria, la mattanza di Aleppo,la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, in Egitto, in Darfur, la persecuzione e gli abusi nei confronti delle donne in Afghanistan e l’Isis che continua a colpire  inesorabilmente, proprio quando gli animi vogliono rilassarsi, prendere una tregua, con i rituali natalizi, dai brutti pensieri e dallo stress procurato dal bombardamento continuo di  notizie drammatiche. Sì perché le persone vogliono, e hanno bisogno, di prendere una pausa , di dimenticare per un momento, ritrovare una qualche certezza. Le tradizioni sono prodigiose in questo senso perciò non si manca quasi mai l’ appuntamento con le feste natalizie :  un modo per rimanere legati ad un passato più gioioso e sereno in cui tutto sembrava scorrere tra minori tormenti, con più certezze e solidità. Nel Natale si ricercano momenti di pace, di pausa dalle incertezze e dalle tempeste del mondo, ripetendo i medesimi rituali ogni anno: la corsa ai regali (oggi meno impegnativi, solo sciocchezzuole), girando  per i mercatini, assaporando  quei piatti della tradizione  che ben conosciamo, quelli cucinati da mamma o da nonna, sempre gli stessi , che, assieme ai ricordi, portano, tra le mille incertezze del mondo, la sicurezza che qualcosa di stabile, cui potersi ancorare, rimane nel tempo.

giovedì 23 aprile 2015

Neuroscienze: le teorie di Tononi e Dehaene aprono a nuove prospettive sugli studi della coscienza

Non è facile immaginare e capire come quella massa gelatinosa, dal peso inferiore a 1500 grammi, chiusa nella nostra scatola cranica, produca la mente cioè i nostri pensieri, la nostra immaginazione, la nostra capacità di scegliere, il nostro stesso essere coscienti di noi stessi ovvero avere esperienze soggettive. La coscienza ( non stiamo parlando di vigilanza che è ciò che la permette)  è il fenomeno mentale più complesso e difficile da spiegare.Si riteneva fino a qualche tempo fa che il problema della coscienza non fosse aggredibile in quanto la coscienza  non può studiare se stessa come un oggetto, allo stesso modo in cui studia gli altri oggetti del mondo.(Per poterlo fare dovrebbe  uscire fuori di se stessa).   Negli ultimi tempi alcune teorie quella di Tononi e quella di Dehaene hanno incominciato a  fare luce su questo fenomeno che è l'espressione più complessa del processo evolutivo.   Entrambe le teorie (la Teoria dell'informazione integrata e quella dello Spazio di Lavoro Neuronale Gobale), pur con alcune differenze, convergono sull'idea che la coscienza sia il prodotto di un alto livello d'informazione globale integrata che mette in connessione, con circuiti di andata e ritorno, le varie aeree corticali. Entrambe riconfermano l'idea che la maggior parte del lavoro cerebrale è inconscio. Occorre, ovviamente, molta saggezza nell'occuparsi naturalisticamente della mente considerando ce si vanno a toccare temi (finora trattati filosoficamente) e credenze e consapevolezze che strutturano la psicologia del senso comune. Il paradosso è che quella saggezza che invochiamo nello studio del cervello e della mente è essa stessa un prodotto del cervello....

domenica 25 maggio 2014

Mente e cervello: come mantenere integro il nostro apparato cognitivo




                                                                                                                                              



CONVERSAZIONI POMERIDIANE:

 un ciclo di seminari e workshop del Centro di Psicologia Umanistica


Sala: “Διάλογος” via Molise 4 – Cassino

NEUROSCIENZE
Venerdì 30 maggio ore 18
Mente e cervello

“Come mantenere integro il nostro apparato cognitivo”

Dott.ssa Maria Felice Pacitto

 membro della “Società italiana di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze”



Si accede al seminario con prenotazione:
Tel.  0776/25993;
cell.3382481768;
email mariafelice.pacitto@humaistic-psyc.it