Psicologa,Psicoterapeuta,filosofa, istruttrice Mindfulness: alla fonte autentica della Psicologia Umanistica*
Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia
lunedì 30 luglio 2018
Perché i nostri libri sono così importanti per noi. Nelle nostre bibblioteche casalinghe c'è la nostra storia
Mi è capitato ultimamente di splciare tra i miei libri. vi ho trovto testi che mai avrei pensato di trovare dalle poesie di Saffo ad un libro di Thomas Merton sui mistici e sul Buddismo Zen.
Ho avuto l'impressione, mano a maano che andavo avanti, di inoltrarmi in una sorta di avventura conoscitiva ricca di sorprese e scoperte anche anche su di me. Siamo legati ai nostri libri perché sono la nostra storia; la storia dei n ostri percorsi intelleettuali, teorici, la storia della nostra vita. I nostri libri ci parlano di noi
Etichette:
autoreferenzialità
,
buddismo
,
libri
,
Thomas Merton
,
Zen
lunedì 23 luglio 2018
Il nostro cervello non è adatto per vivere in questo mondo: altruismo e cooperazione
Il nostro cervello non è adatto a vivere in questo mondo.
Siamo abituati a pensare che essere collaborativi e
cooperativi sia risultato di una buona educazione, buone apprendimenti. Ma non
sempre gli strumenti educativi sortiscono l’effetto voluto. In uno studio recente sviluppato da un team di
ricercatori coreani è stato possibile indurre un comportamento cooperativo in
un topino in uno stato di cattività, tramite una stimolazione elettrica nel
talamo d’orso mediale, coinvolto, appunto, in comportamenti cooperativi.
Generalmente in una situazione di cattività aumenta l’aggressività: un topo
dominante cerca di imporsi sull’altro. I topi possono essere addestrati ad
osservare un comportamento più pacifico e non competitivo. Ricevono una
ricompensa quando superano comportamento competitivo il cibo come ricompensa
viene generalmente somministrato. Il topino tramite una ricompensa viene
addestrato attraverso il condizionamento o: gli viene dato del cibo quando si
comporta in modo adeguato. Si è visto che il cibo non è in grado di far
cambiare comportamenti ai topini mentre lo è in modo immediato una piccola
stimolazione cerebrale nel talamo dorso- mediale che sortisce un effetto
positivo.
Etichette:
aggresività
,
altruismo
,
cooperazione
,
educazione
,
ricompensa
,
stimolzione cerebrale
lunedì 16 luglio 2018
Darwinismo neurale.La teoria della selezione naturale dei gruppi neuronali, Di Gerald Edelman, Raffaello Cortina
Rieditato il libro del
grande Gerald Edelman, uno dei più grandi neuroscienziati contemporanei, scomparso
nel 2014: Darwinismo neurale. La teoria della selezione naturale dei gruppi
neuronali, Gerald M. Edelman,
Raffaello Cortina.
Il sistema nervoso centrale è il risultato di un processo di
complessa selezione di gruppi di neuroni e delle loro connessioni sinaitiche in
risposta agli stimoli ambientali. Esso
si sviluppa a su una base genetica senza
un progetto predeterminato ma modificandosi sotto gli influssi ambientali ed
esperienziali. La complessità delle connessioni del sistema nervoso son dovute
in gran parte a meccanismi epigenetici
La selezione attraverso l’esperienza rafforza alcune sinapsi
mentre ne indebolisce altre: la selezione rinforza le strutture nervose più
congruenti con le percezioni. Pertanto
l’esperienza modifica continuamente la
struttura cerebrale. E’ per
questo che siamo soggetti unici e singolari. Perché le esperienze, diverse e
irripetibili per ciascuno di noi, selezionano
gruppi neurali diversi. Comunque l’esperienza seleziona e potenzia quanto nel
cervello è geneticamente presente.
Edelman estese la prospettiva darwinista che aveva già utilizzato per la ricerca sull'apparato immunitario, a quella sullo sviluppo del sistema nervoso centrale. Avrebbe meritato un altro Nobel!
Si legga il post relativo ad Edelman di
qualche anno fa.
“La teoria
del darwinismo neuronale, o teoria della selezione dei gruppi neuronali (TSGN),
fu proposta, nel 1977, da Gerald Edelman, il quale aveva ottenuto il premio
Nobel per aver scoperto, che il sistema immunitario è governato dal principio
della selezione darwiniana. Egli estese il medesimo principio al funzionamento
cerebrale. La selezione di Edelman opera oltre che sul lungo periodo, a livello
di specie, anche a livello individuale: il cervello è un sistema selettivo che
opera nell’arco della vita dell’individuo. La teoria di Edelman si basa su
alcuni assunti.
-Il primo è
che lo sviluppo dei circuiti neuronali
(gruppi neuronali costituiti da migliaia di neuroni molto interconnessi e che
tendono a rispondere più di altri a determinati stimoli) determina una
variazione anatomica microscopica, che è il risultato di un processo di
selezione continua in stretta connessione con gli stimoli ambientali.
Determinante per il processo selettivo è che quando due neuroni, anche se
distanti, scaricano insieme, creano una
connessione sinaptica (si cablano insieme). Questo si verifica anche nel feto.
-Il secondo assunto è che quando i circuiti
anatomici ricevono un segnale proveniente dal corpo, dal mondo, dal cervello
stesso, si determinano altri fenomeni selettivi: alcune sinapsi si rinforzano,
altre si indeboliscono come se, in base alla competizione darwiniana,
emergessero quelle maggiormente in grado di elaborare con efficacia le
informazioni. Pertanto le sinapsi sono plastiche. Il cambiamento della loro
forza offre una base alla memoria. Attraverso il cambiamento della morfologia e
delle funzioni sinaptiche, si creano mappe di gruppi neuronali. I cambiamenti
epigenetici e storici nella formazione delle mappe sono fortemente influenzati
da segnali provenienti dal corpo e dall’ambiente. Questo vale sia per la vita
fetale che per quella post-.natale.
-Il terzo
assunto è il “rientro”, che garantisce la coordinazione ed il funzionamento
coerente di tutto il sistema (la coordinazione fra gruppi neuronali e mappe
neuronali) in modo da produrre risposte adattattive. La memoria, la capacità di
immaginazione, il pensiero, la coscienza, dipendono dal fatto che il cervello
“parla a se stesso” attraverso il rientro. Fondamentali sono le connessioni
rientranti talamo-corticali (nucleo dinamico), le cui complesse configurazioni
integrative hanno portato all’emergere della coscienza. (Il numero di
combinazioni di configurazioni di risposte cortico-talamiche è astronomico).
Esiste una densa rete di connessioni,
oltre che tra corteccia e talamo, tra diverse zone corticali.ecc….” (da Buoni si nasce soggetti etici si diventa. La
costruzione della mente etica,tra
filosofia psicologia, neuroscienze Ed.Pendragon
domenica 15 luglio 2018
Perché diamo priorità a compiti meno importanti a danno di cose più significative? Perché ci disperdiamo in molte piccole ed inutili cose trascurando quelle importanti?
Perché diamo priorità a compiti meno importanti ma temporalmente più vicinie e trascuriam invece cose più importanti?
Una recente ricerca condotta da alcuni ricercatori e
pubblicata sul Journal of Consumer Rsearch conferma appunto ciò che è facile
constatare nella nostra vita quotidiana. Tendiamo a rimandare cose importanti e
ci disperdiamo in u na serie di piccole attività talora insignificanti.
Questo accade perché il nostro cervello come dimostra molta
altra ricerca in Neuroeconomy, è voluzionisticamente programmato ad agire per
le ricompense immediate spesso di scarsa entità piuttosto che per quelle a
lungo termine ache se di maggiore entità.
Sigmund Freud parlava di principio di piacere che vuole essere immediatamente
soddisfatto e di difficoltà al differimento del piacere. Non è ovviamente la
stessa cosa. Pero…
Come riporta Il Corriere
della sera di venerdì 13, Tim Herrera sul New York Time consiglia il
“metodo Eisenhower”
1.FAI i compiti importanti che necessitano un’attenzione
immediata.
2.PIANIFICA i compiti importanti che non è necessario
portare subito a compimento.
3.DELEGA attività che devono essere realizzate subito, ma
non rientrano nei tuoi obiettivi principali
4.ELIMINA gli sprechi di tempo cioè le attività che non
rientrano nei tuoi obiettivi principali e non hanno scadenza immediata
Etichette:
differimento
,
Freud
,
inconcludenza
,
metodo Eisenhower
,
perdersi in molteplici cose
,
principio di piacere
,
reward
,
ricompensa
,
rimandare





