Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

domenica 6 ottobre 2019


     Centro Mindfulness Sud Lazio
         Incontri mensili di Mindfulness                                                         



 Il cuore della pratica non è la durata ma la continuità
                               
“Homo sapiens sapiens in latino significa letteralmente la specie che sa e sa di sapere. Il nome stesso della specie coglie la nostra capacità intrinseca di consapevolezza. Forse è il tempo per noi di vivere il nostro potenziale come specie prima che sia troppo tardi”(da La MEDITAZIONE COME MEDICINA, Kabat-Zinn, R.Davidson, Dalai-Lama)
                                          Martedì 15 ottobre ore 17,30-19,30 :
                                   MINDFULNESS,  VISUALIZZAZIONI, LETTURE DI SAGGEZZA
 La meditazione richiede energia ed impegno. Ma non è troppo facile sedersi, osservare il respiro e la mente. Ma applicarsi anche per soli 5 minuti richiede intenzionalità e disciplina perché diventi parte della propria vita. Ma, al di là della pratica formale insostituibile, si può portare la meditazione in ogni momento della vita quotidiana: si tratta semplicemente di essere presenti là dove ci si trova: mentre camminiamo, mentre mangiamo, mentre ci docciamo….
Per alcuni continuare la pratica di Mindfulness dopo la frequenza dei corsi MBSR è difficile. Questo vuole essere il modo per rendere la Mindfulness una pratica quotidiana e per dare la possibilità di instaurare l’abitudine alla meditazione.
Vengono proposte tecniche di meditazione, di mindfulyoga, di visualizzazione (attingono alla tradizione psicoterapeutica dei Gruppi d’Incontro), e letture che attingono alla saggezza occidentale ed orientale
Il gruppo è aperto a tutti quelli che hanno già esperienza di Mindfulness. E’ necessario prenotarsi.Si accede, ad ogni incontro, con un contributo di 20 euro
“Centro Psicologia Umanistica Cassino”, via Molise, 4, 0776/25993; 3382481768; email: mariafelice@humanisti-psyc.it

venerdì 4 ottobre 2019

La vita non è proprio una passeggiata


La vita non è proprio una passeggiata. Tutti agogniamo ad essere felici e ci auguriamo che il dolore non ci tocchi. Ma invece siamo costantemente bersagliati da difficoltà che mettono a dura prove la nostra resistenza quella che, oggi, appunto definiamo resilienza termine che la psicologia ha preso in prestito dalla fisica.Dalla malattia, alle perdita di una persona cara, ai conflitti familiari siamo costantemente sotto tiro. Ultimamente la crisi economica ha posto nuovi problemi, la perdita di lavoro e la difficoltà a trovarlo, cui eravamo impreparati. Non tutti reagiscono allo stesso modo dinanzi alle difficoltà e le reazioni non sono sempre proporzionate all’evento. Tutti possiamo constatare come alcun i dinanzi a lievi difficoltà si perdano totalmente mentre altri dinanzi a problemi di consistente entità riescono a polarizzare le loro risorse. La reazione agli eventi avversi è il derivato di una complessità di fattori interagenti tra loro: la personalità (così come si è strutturata attraverso la storia personale) condizioni socio-ciulturali, ambientali ed economiche.

domenica 29 settembre 2019

I Gruppi d'incontro nati ad Esalen negli anni '60 hanno anticipato tecniche di autoconsapevolezza e di lavoro sulla relazione utilizzate dalla Mindfulness e dall'Inside Dialogue



 I Gruppi d’Incontro, nati ad Esalen negli anni ’60 hanno anticipato tecniche di consapevolezza ed immaginazione e di lavoro sulla relazione utilizzate dalla Mindfulness e dall’Inside Dialogue

I Gruppi d’ incontro sono una strategia di lavoro che oggi viene definita  bottom-up: dall’esperienza vissuta alla attribuzione di senso.
Nel Gruppo d’Incontro vengono utilizzati esercizi esperienziali che facilitano la consapevolezza di sé ed il cambiamento. Si tratta di una metodologia che consente di lavorare sul piano corporeo, emotivo, cognitivo ed esperienziale. Il Gruppo d’Incontro,  pertanto può essere definito una modalita’ di lavoro psicoterapeutico “completo”
 Il G d’Incontro aiuta:
  -a conoscersi
-  a regolare  gli stati emotivi
- a ridurre i comportamenti autolesionisti e distruttivi
-a funzionare meglio nelle relazioni e nelle interazioni con gli altri
-a risolvere difficoltà esistenziali
-a superare momenti critici
Si focalizza sul “momento presente”, su ciò che accade “nell’ora-qui” è particolarmente utile per alleviare ansia e stress, per facilitare il focus sul nostro interno. Utilizza inoltre tecniche di consapevolezza e di immaginazione molto simili a quelle utilizzate in Mindfulness e modalità di lavoro sulla relazione che hanno anticipato quelle dell’Inside Dialogue ma utilizzate in una prospettiva psicoterapeutica.
Il Gruppo d’Incontro è utile sia a chi soffre di disturbi psichici che a chi vuole semplicemente conoscersi e aumentare il proprio benessere





Riprendere il cammino ogni volta, rialzarsi ogni volta

Riprendere il cammino ogni volta, rialzarsi ad ogni caduta ma farlo è difficile e doloroso. Ci vogliono coraggio, determinazione, tolleranza delle frustrazioni, imparare a guardare le cose da una prospettiva diversa. Significa anche capire ciò che possiamo  cambiare e ciò che non possiamo cambiare e quindi possiamo solo accettare. La serenità e l'equilibrio hanno a che fare con l'accettazione dei nostri limiti: è inutile ed estenuante disperdere energie per cambiare ciò che non è possibile cambiare.  Saggezza è lasciare andare le cose,  quelle che spesso ci danneggiano e diventano una sorta di rovello che ci impedisce di dedicarci a ciò che conta davvero. Coltiviamo il "qui ed ora " del momento presente, apriamoci alla pienezza di quelle esperienze che ci fanno sentire vivi, creativi e sereni.

lunedì 23 settembre 2019

Senza che ce ne accorgessimo il telefonino si è impadronito della nostra vita. Cinque semplici regole per aiutare i ragazzi a liberarsene




Tra i 12 e i 13 anni il 90% dei ragazzi ha un cellulare, un dispositivo il cui possesso segna la cesura tra l’infanzia e la preadolescenza. Il cellulare è diventato un prolungamento del corpo; con esso si studia, si vivono emozioni si comunica si gioca, si vivono amori. Tutta la vita passa attraverso questo congegno. I genitori, sono, ovviamente proprio loro a regalarlo per sentirsi sicuri  di poter comunicare ad ogni istante con i figli che incominciano a fare i primi passi nel mondo in autonomia. Fino a 10 anni non sono i ragazzi a chiederlo ma piuttosto appunto i genitori a regalarlo per essere più tranquilli e meno in ansia,. Ma l’età del possesso del cellulare si sta abbassando: Il 44% dei bambini di otto anni già lo possiede ed il 17% dei bambini al di sotto dei 7 ne fanno uso quotidianamente. C'è da meravigliarsi che da adolescenti se ne faccia un uso compulsivo? Ilpeggiore esempio viene proprio dagli adulti i quali lo usano a tavola, mentre ci si riunisce con la famiglia, lo usano mentre incontrano un amico e parlano con lui, lo usano e controllano i messaggi nei piccoli intervalli di lavoro…. Lo