Psicologa,Psicoterapeuta,filosofa, istruttrice Mindfulness: alla fonte autentica della Psicologia Umanistica*
Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia
martedì 15 settembre 2015
Neuroscienze: lo stress deprime l'altruismo
Costantemente, ogni giorno, siamo bersagliati (anche quelli che cercano di proteggersi) da una quantità di informazioni provenienti da fonti mediatiche, email, suonerie varie,telefonini e da facebook che la fa da padrone. Per molti è diventato un vero e proprio lavoro: postano regolarmente di prima mattina, poi nell'intervallo di pranzo ed infine in tarda serata. Complessivamente non meno di 25-30 post al giorno. Secondo alcuni neuroscienziati, ci troveremmo, oggi, in una situazione davvero paradossale: il mondo digitale che noi abbiamo creato ci domina tanto da sopravanzare la capacità elaborative del nostro cervello. La conseguenza è che, sommerso da una mole di
lunedì 24 agosto 2015
Meno stress più vita: le tecniche di mindfullness e di autoconsapevolezza corporea non sono nuove....
CORSO di
"Tecniche e pratiche di autoconsapevolezza corporea, di mindfullness e
visualizzazioni creative"
Le tecniche di consapevolezza corporea, di
mindfulness, le fantasie guidate, le visualizzazioni creative, aiutano ad entrare in relazione con le proprie esperienze
psico-corporee e a modulare la nostra
vita psichica ed emotiva. Esse aiutano a “scendere dalla mente” cioè a allontanarsi
da pensieri tristi e ricorrenti che ci impediscono di vivere serenamente
Grazie ad’ un allenamento costante, possiamo modificare il nostro modo di incontrare la vita, imparare a prenderci cura di noi stessi, a sentire i nostri autentici bisogni, sperimentare forme nuove di essere nel mondo
Grazie ad’ un allenamento costante, possiamo modificare il nostro modo di incontrare la vita, imparare a prenderci cura di noi stessi, a sentire i nostri autentici bisogni, sperimentare forme nuove di essere nel mondo
Il corso è rivolto a tutte le persone
che vivono un momento di disagio, di
difficoltà ( separazioni, lutti, malattie, gestione di emozioni difficili,
piccoli e grandi stress ed ansia quotidiane inquietudine, pensieri ricorrenti,
umore depresso, alterazione del sonno, ecc..) o semplicemente a quelli che
vogliono vivere più pienamente, autocentrati e
liberi da automatismi e comportamenti insoddisfacenti.
Il corso si svolge in 8 incontri di gruppo a
cadenza settimanale, della durata di 90 minuti ciascuno. Oltre ad un incontro
di una giornata.
Meno stress più vita
In condizioni di stress il nostro organismo produce il cortisolo, ormone
secreto dalle ghiandole surrenali sotto stimolazione dell’ACTH ormone prodotto
dall’ipofisi. UN eccesso di cortisolo, vero e proprio ormone Killer,
interferiscse con la serotonina, noradrenalina, la dopamina, neurormoni
fondamentali per il nostro benessere psichico e fisico. Esso è responsabile
della
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domenica 23 agosto 2015
Tecniche di autoconsapevolezza corporea, di mindfullness, visualizzazioni creative per ridurre l'ansia e lo stress, facilitare la resilienza, rinforzare l'apparato immunitario.
P s i c h e
e c e r v e l l o
Tcniche e pratiche di autoconsapevolezza corporea, di mindfullness e
visualizzazioni creative.
per : ●ridurre l’ansia e lo
stress;
●rinforzare le naturali capacità ad affrontare il dolore e gli imprevisti
della vita;
●imparare a gestire le emozioni negative;
●aumentare le difese immunitarie;
●combattere le malattie psicosomatiche;
●aumentare la capacità di concentrazione.
8 incontri di gruppo a cadenza settimanale
Inizio: 15 settembre ore 18. Iscrizione
entro Venerdì 11; costo: 120 euro
Per informazioni telefonare a: 0776/25993; 338 2481768
Centro di psicologia
Umanistica ed Analisi Fenomenologico-Esistenziale-Via Molise,4Cassino
sabato 15 agosto 2015
Ne "Il soccombente" Thomas Bernhard delinea il carattere masochista
Il "grigio" ma profondo romanzo di Thomas Bernhard, uno dei grandi "minori" del '900, che ruota intorno alla vicenda del grande pianista Glenn Gould e a due suoi amici-colleghi non altrettanto geniali fa una acuta descrizione del carattere masochista:
" Da sempre tutti quanti hanno visto in Wertheimer il soccombente, ma non hanno mai osato definirlo come soccombente; ma forse, pensai, è stato solo per mancanza di fantasia che agli altri non è venuta in mente una definizione così azzeccata, definizione che Glenn Gould ha creato fin dal primo momento in cui ha visto Wertheimer, con acume, devo dire, senza averlo osservato per molto tempo subito gli è venuto in mente il soccombente, al contrario di me che solo dopo averlo osservato piuttosto a lungo ed essere stato con lui per anni e anni, ho ideato il concetto di uomo da vicolo cieco. Abbiamo continuamente a che fare con tali soccombenti e con tali uomini da vicolo cieco, dissi a me stesso camminando veloce contro il vento.
" Da sempre tutti quanti hanno visto in Wertheimer il soccombente, ma non hanno mai osato definirlo come soccombente; ma forse, pensai, è stato solo per mancanza di fantasia che agli altri non è venuta in mente una definizione così azzeccata, definizione che Glenn Gould ha creato fin dal primo momento in cui ha visto Wertheimer, con acume, devo dire, senza averlo osservato per molto tempo subito gli è venuto in mente il soccombente, al contrario di me che solo dopo averlo osservato piuttosto a lungo ed essere stato con lui per anni e anni, ho ideato il concetto di uomo da vicolo cieco. Abbiamo continuamente a che fare con tali soccombenti e con tali uomini da vicolo cieco, dissi a me stesso camminando veloce contro il vento.
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venerdì 10 luglio 2015
Il caso Henry Molaison: il caso più studiato della medicina. Si è tornati a parlarne in occasione del libro di Suzanne Corkin (Prigioniero del presente), la neuroscienziata che lo ha studiato per 45 anni.
Il caso Henry Molaison
Nel 1953 all’età di 27 anni Henry Molaison, sofferente di
una grave forma di epilessia (poteva avere fino ad 11 attacchi in un giorno),
fu sottoposto ad un intervento devastante . Divenne il caso più studiato in
tutta la storia della medicina. Escoville, un giovane medico spregiudicato, individuò l’origine dei suoi
attacchi nel lobo temporale mediale e procedette alla ablazione di tre quarti
dell’ippocampo, del giro paraippocampale e dell’amigdala. All'epoca si sapeva
poco della funzione di queste strutture cerebrali. L'ippocampo fu succhiato
attraverso una cannula. Henry, dopo l’intervento, non riusciva più a
consolidare nuovi ricordi. Le sue esperienze soggettive (persona incontrate, emozioni gioioe o dolorose, ecc..), duravano
qualche manciata di secondi. Ricordava l'infanzia ma non quello che era
successo dopo l'operazione.Il che, da un punto di vista neuropsicologico,
significava che la formazione di tracce mnemoniche stabili e il loro recupero
attengono a sistemi neuronali diversi. Riusciva però ad apprendere nuove
abilità motorie (memoria procedurale)anche se non ricordava di averle apprese.
I suoi deficit cognitivi erano relativi a funzioni in cui era coinvolta la
memoria semantica. E, comunque, mostrava abilità intatte nel test
d’intelligenza e capacità di linguaggio normali. Era anche in grado di
disegnare la piantina della sua abitazione, in cui si era trasferito cinque
anni dopo l’intervento. Questa capacità era dovuto alla integrità della parte
posteriore del giro paraippocampale. Davvero sorprendente è come Escovil
all’epoca dell’ntervento fosse poco turbato dalle conseguenze dell’intervento
eseguito. Tornò a casa e disse alla
moglie: "Sai, ho cercato di
togliere l'epilessia ad un paziente e gli ho tolto la memoria".In seguito
però ammise l'errore. Gli era sfuggito
questo semplice fatto: quando un neurochirurgo apre una scatola cranica sta
attraversando la persona! Di questo caso si e tornati a parlare in occasione
della pubblicazione del libro di Suzanne Corkin
(Prigioniero del presente, Ed.
Adelphi) che da giovane dottoranda sottpose Molaison ad alcuni tests e continuò a seguirlo fino
ala morte. Anzi continuò a studiarlo attravrso le 2041 fettine in cui il suo
cervello era stato sezionato. In tutto 45 anni divita dedicati allo studio di
Molaison e della memoria. Attraverso lo studio di molaison ‘è stato possibile
un avanzamento significativo nella conoscenza di come la memoria si forma,come
si consolida e come viene recuperata, quali proteine la costituiscano.
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