Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

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sabato 9 maggio 2020

Tra i sintomi indotti dalla forzata permanenza in casa: l'insonnia


L'insonnia può avere una molteplicità di cause: ad esempio l'ansia o stati patologici dolorosi. Il dolore frammenta il sonno. Preoccupanti sono anche i risvegli precoci al mattino in quanto sono spesso il sintomo di una depressione incipiente. Siamo in quarantena e inevitabilmente mangiamo di più e aumentiamo di peso il che comporta apnee notturne e disturbi del sonno. Dormiamo di più anche e questo determina aumento delle fasi del sogno e il rischio di fare incubi.
Il movimento può facilitare il sonno perché affatica i centri della veglia ma purché non venga effettuato in tarda serata.
Responsabili dell'insonnia sono anche le fonti sonore e quelle luminose. Questo implica la necessità di evitare l'uso del computer e di altri congegni  in tarda serata

venerdì 21 giugno 2019

IL POTERE DELLA SEROTONINA: l'ormone del benessere e della felicità e di molto altro









Il sistema serotoninergico è costituito dai neuroni situati nella profondità del cervello (nuclei del Rafe) che producono il neurotrasmettitore serotonina. Ma esiste anche una serotonina periferica  che nasce nell’intestino (perciò abbiate cura del vostro intestino: non offendetelo con cibo spazzatura!) Questo sistema di neuroni hanno un ruolo fondamentale nel modulare emozioni (impulsività), sessualità, sonno, fame. Una alterazione del sistema serotoninergico può determinare depressione con tutta una serie di sintomi ad essa collegati ( disordini alimentari, diminuzione dell’appetito sessuale, disturbi del sonno). Generalmente questo si verifica  in menopausa a causa della caduta dei livelli di estrogeni. Ma non è detto. Se durante questa fase della vita una donna incontra l’amore della sua vita

martedì 31 luglio 2018

IL disturbo posttraumatico da stress (DPTS), i bambini salvati in Thailandia e la Mindfulness. Che cos'è, come si cura


Il disturbo postraumatico da stress (DPTS) , i bambini salvati in Thailandia e la MIndfulness . Che cos’è e come curarlo.



Il disturbo post-traumatico da stress è una forma di disagio che si sviluppa in seguito ad esperienze fortemente traumatiche. Esso può verificarsi a qualsiasi età e per molteplici eventi drammatici: abusi e violenze sessuali, esposizione a violenza organizzata (condizione di rifugiati, guerre), partecipazione a forme estreme di violenza organizzata (combattimenti assalti di guerra), incidenti automobilistici, disastri naturali (terremoti, alluvioni,ecc…), perdite (lutto, separazione).. Può verificarsi anche in seguito  ad esposizione continua a moduli educativi violenti. Noto già dagli inizi del novecento perché presentato dai reduci della prima guerra mondiale (una guerra unica allora per le sue caratteristiche e per i livelli di sofferenza indotti sulle truppe costrette per mesi ed anni nelle trincee,  per la durezza dei generali, per l’equipaggiamento inadeguato, ecc…)suscitò un forte interesse all’indomani della guerra del Vietnam in quanto ne erano afflitti la maggior parte dei reduci. Ne sono una chiara e drammatica espressione i films  Apocalypse Now,Iil Cacciatore. Da quel momento è stato fortemente studiato grazie anche alle nuove tecnologie di indagine dei meccanismi cerebrali coinvolti. Ultimamente si è ritornati a parlarne a proposito del caso dei 12 ragazzini e del loro allenatore rimasti intrappolati in una grotta in Thailandia e poi salvati. Tutti gli addetti ai lavori si sono chiesti se come e quanto i ragazzi possano presentare anche a distanza di tempo sintomi emotivi, cognitivi,  comportamentali e fisici a causa della terribile esperienza vissuta.