Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

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martedì 10 gennaio 2023

L'importanza di abbracci, coccole e baci: aumentano il benessere, pfrevengono ansia e stress e fenomeni depressivi

 



 

L’importanza di abbracci, coccole e baci

Abbiamo tutti fame di abbracci e relazione. Tutti ne abbiamo patito la mancanza durante il lokdown e durante questo periodo di restrizioni. Tutti abbiamo sofferto per lo stare da soli per il semplice fatto che noi siamo esseri relazionali. Una recente sperimentazione condotta con le tecniche di neuroimaging ha rilevato come il cervello di chi è solo soffre  come quando si è costretti a digiunare. L’esperimento era così congegnato: i soggetti sperimentali venivano isolati per dieci ore da qualsiasi contatto umano e poi sottoposti a risonanza magnetico funzionale (fMRI). In un secondo momento venivano fatti digiunare per 10 ore e venivano di nuovo analizzati con la fMRI. L’isolamento protratto attivava la substantia nigra, un’area cerebrale che si attiva con il desiderio di cibo. Cosa significa? Semplicemente che  abbiamo bisogno di relazioni umane come abbiamo bisogno di cibo. Gli effetti dell’isolamento sono più marcati in coloro che generalmente hanno una vita ricca di relazioni. Le regole del distanziamento durante il lockdwon hanno messo in sofferenza soprattutto coloro che sono stati privati della presenza di familiari: i single, i nonni, i nipoti. Il contatto con gli altri è il risultato dell’evoluzione perché ci fa sentire sicuri e la sicurezza è fonte di benessere; il contatto con gli altri ci fa collaborare e cooperare. Senza cooperazione non potrebbe esservi sopravvivenza. Le relazioni umane producono ossitocina, l’ormone dell’attaccamento che è un ormone tranquillizzante, calmante. Non è un caso che le mamme hanno un alto tasso di produzione di ossitocina soprattutto negli ultimi due mesi di gravidanza e nei primi tre mesi dopo la nascita. Molti studi hanno rivelato che la mancanza di abbracci e relazione è associato ad aumento dell’ansia, disturbi del sonno, affaticamento, depressione. Già dopo poche settimane di mancanza  di relazioni aumentano gli ormoni dello stress e si riduce la produzione di ossitocina. Certo nulla può sostituire il contatto fisico. E’ Importante esercitare il contatto: toccare qualsiasi cosa sia gradevole caldo perché comunque si innescano meccanismi tranquillizzanti. Se ci si connette tramite una video-chiamata è bene compiere il medesimo gesto magari sorseggiare una tazza di thè in contemporanea. I privilegiati sono quelli che hanno un animale domestico.

 

 

domenica 31 ottobre 2021

Fame di abbracci e conseguenze della loro mancanza per il benessere psicofisico: dopo poche settimane di mancanza di relazione aumentano sytress ed ansia

 


Abbiamo tutti fame di abbracci e relazione. Tutti ne abbiamo patito la mancanza durante il lockdown e durante questo periodo di restrizioni. Tutti abbiamo sofferto per lo stare da soli per il semplice fatto che noi siamo esseri relazionali. Una recente sperimentazione condotta con le tecniche di neuroimaging ha rilevato come il cervello di chi è solo soffre  come quando si è costretti a digiunare. L’esperimento era così congegnato: i soggetti sperimentali venivano isolati per dieci ore da qualsiasi contatto umano e poi sottoposti a risonanza magnetico funzionale (fMRI). In un secondo momento venivano fatti digiunare per 10 ore e venivano di nuovo analizzati con la fMRI. L’isolamento protratto attivava la substantia nigra, un’area cerebrale che si attiva con il desiderio di cibo. Cosa significa? Semplicemente che  abbiamo bisogno di relazioni umane come abbiamo bisogno di cibo. Gli effetti dell’isolamento sono più marcati in coloro che generalmente hanno una vita ricca di relazioni. Le regole del distanziamento hanno messo in sofferenza soprattutto coloro che sono stati privati della presenza di familiari: i single, i nonni, i nipoti. Il contatto con gli altri è il risultato dell’evoluzione perché ci fa sentire sicuri e la sicurezza è fonte di benessere; il contatto con gli altri ci fa collaborare e cooperare. Senza cooperazione non potrebbe esservi sopravvivenza. Le relazioni umane producono ossitocina, l’ormone dell’attaccamento che è un ormone tranquillizzante, calmante. Non è un caso che le mamme hanno un alto tasso di produzione di ossitocina soprattutto negli ultimi due mesi di gravidanza e nei primi tre mesi dopo la nascita. Molti studi hanno rivelato che la mancanza di abbracci e relazione è associato ad aumento dell’ansia, disturbi del sonno, affaticamento, depressione. Già dopo poche settimane di mancanza  di relazioni aumentano gli ormoni dello stress e si riduce la produzione di ossitocina. Questo spiega perché la pandemia con l'isolamento impostoci (giustamente) abbia sensibilmente fatto aumentare stress e disturbi d'ansia.


martedì 26 febbraio 2019

Coccole,baci al pari di altruismo e generosità, fanno aumentare il benessere psicofisico. In assenza di persone che ci amano con soliamoci con Lovot


Sembrerebbe che il contatto fisico oltre che fare bene alle funzioni cardiache, deprima lo stress, rinforzi l’apparato immunitario e procuri benessere. Tutto dipende dall’ossitocina l’ormone dell’amore e del benessere che viene prodotto appunto quando ci abbracciamo o ci accarezziamo o coccoliamo. Non è un caso che l’ossitocina compare, nel processo evoluzionistico degli esseri viventi, con i  mammiferi e dunque con la cura della prole. Anche  la generosità e l’ altruismo  riducono la produzione di cortisolo e la pressione arteriosa, aumentando, invece, la serotonina, il benessere fisico e psichico, l’autostima con una diminuizione del dolore e del senso di fatica. In sintesi, chi pratica  altruismo, amorevolezza ed esprime affetto con baci coccole e abbracci diventa felice e può contare su una vita più lunga. Il solito buonismo ? No, semplicemente i risultati della ricerca scientifica già noti da tempo. Ma che cosa fare non siamo troppo fortunati e non riusciamo a circondarci di persone che ci amano?
 

 

Ci consoliamo con Lovot”, l’orsachiotto che rende felici. E’ dotato di 50 sensori hi-tech che dovrebbero, secondo l’inventore Kaname Hayashi, provvederlo di emozioni umane. Ho le mie perplessità in quanto l’inventore giapponese avrebbe risolto quello che ancora rimane un problema irresolubile, cioè dotare  robot, altamente funzionanti da un punto di vista cognitivo, di emozioni. Lasciamo da parte, per un momento, le questioni scientifiche e semplicemente giochiamo con Lovot perché, sempre secondo l’inventore, quando “lo abbracci ti senti meglio”. Ma non illudiamoci: baci, coccole e abbracci funzionano per il n ostro benessere e la nostra felicità solo quando sono autentici e dettati da uno slancio amorevole, cioè solo quando vengono dal cuore!

martedì 31 luglio 2018

IL disturbo posttraumatico da stress (DPTS), i bambini salvati in Thailandia e la Mindfulness. Che cos'è, come si cura


Il disturbo postraumatico da stress (DPTS) , i bambini salvati in Thailandia e la MIndfulness . Che cos’è e come curarlo.



Il disturbo post-traumatico da stress è una forma di disagio che si sviluppa in seguito ad esperienze fortemente traumatiche. Esso può verificarsi a qualsiasi età e per molteplici eventi drammatici: abusi e violenze sessuali, esposizione a violenza organizzata (condizione di rifugiati, guerre), partecipazione a forme estreme di violenza organizzata (combattimenti assalti di guerra), incidenti automobilistici, disastri naturali (terremoti, alluvioni,ecc…), perdite (lutto, separazione).. Può verificarsi anche in seguito  ad esposizione continua a moduli educativi violenti. Noto già dagli inizi del novecento perché presentato dai reduci della prima guerra mondiale (una guerra unica allora per le sue caratteristiche e per i livelli di sofferenza indotti sulle truppe costrette per mesi ed anni nelle trincee,  per la durezza dei generali, per l’equipaggiamento inadeguato, ecc…)suscitò un forte interesse all’indomani della guerra del Vietnam in quanto ne erano afflitti la maggior parte dei reduci. Ne sono una chiara e drammatica espressione i films  Apocalypse Now,Iil Cacciatore. Da quel momento è stato fortemente studiato grazie anche alle nuove tecnologie di indagine dei meccanismi cerebrali coinvolti. Ultimamente si è ritornati a parlarne a proposito del caso dei 12 ragazzini e del loro allenatore rimasti intrappolati in una grotta in Thailandia e poi salvati. Tutti gli addetti ai lavori si sono chiesti se come e quanto i ragazzi possano presentare anche a distanza di tempo sintomi emotivi, cognitivi,  comportamentali e fisici a causa della terribile esperienza vissuta.

martedì 13 giugno 2017

Che cosa succede nel nostro cervello quando diciamo "ti amo"?

L'ossitocina, ormai è noto, è l'ormone dell'amore che è alla base sia dell'amore romantico che di quello materno e del comportamento di cura. E' un neuroormone essenziale. E' prodotto dalla parte posteriore dell'ipofisi che la rilascia attraverso il flusso sanguigno. Da un punto di vista evoluzionistico segnò un grosso passo avanti nello sviluppo evoluzionistico  e comparve con i mammiferi.  Fu isolata nel 1953 da Vincent de Vigneaud che ottenne per questo il Nobel. E' alla base del sistema  motivazionale d'attaccamento. Non è un caso che presenta un picco di secrezione durante la gravidanza e nei mesi successivi al parto quando appunto si stabiliscono i legami di attaccamento madre-bimbo. Ma picchi si riscontrano anche tra amanti durante l'orgasmo.