SCUOLA DI ALTA
FORMAZIONE in NEUROETICA e FILOSOFIA delle NEUROSCIENZE: IX EDIZIONE
Prossimamente dal
26gennaio ripartirà la scuola di Alta Formazione in Neuroetica e Filosofia
delle Neuroscienze. Siamo alla nona edizione di un evento e di un progetto
unico in Italia sia per la prospettiva in cui si muove che per i contenuti. La Neuroetica, si occupa sia delle questioni etiche relative
all’applicazione delle neuroscienze in ambito clinico-medico sia dei correlati
neuronali di alcune funzioni psichiche, specifiche dell’homo sapiens,
responsabili del comportamento ma che sono anche di grande
rilevanza etica e sociale. La Scuola, che si pregia della supervisione della
Sine (Società Italiana di Neuroetica e
Filosofia delle Neuroscienze nata nel 2013), ormai è una iniziativa stabile sul
territorio cassinate e su quello nazionale. E’ una scuola online che è nata
principalmente come offerta formativa per giovani studenti degli ultimi due
anni della scuola secondaria di secondo grado e di giovani studenti
universitari di tutta Italia. Essa si propone l’obiettivo dell’enhancement cognitivo che può essere sintetizzati nella formula “AQUISIZIONE DEL PENSIERO CRITICO”,
aspetto formativo strategico, da cui derivano anche capacità di dialogo e di
lavoro di gruppo. Il corso proposto vuole anche potenziare condotte
cooperative, etiche e prosociali grazie
alle conoscenze che offre nell’ambito del funzionamento della mente e del
cervello e della filosofia morale.
Scienza e tecnologia procedono velocemente: l’ingegneria genetica e
l’intelligenza artificiale ci prospettano scenari che se da un lato ci fanno
sperare nella guarigione di malattie oggi inguaribili e nella soluzione di
problemi vitali per la nostra sopravvivenza, nello stesso tempo ci
sconvolgono per gli eccessi e la pericolosità delle loro applicazioni. Gli
scienziati di domani si troveranno, dunque, dinanzi a scelte etiche
complesse e difficili. La
scuola si propone, appunto, anche l’obiettivo
di formare giovani che un giorno, dinanzi alle sfide che la scienza e la
tecnologia porranno, sapranno fare scelte etiche e responsabili
Con il
tempo la scuola è stata aperta anche a
professionisti e adulti interessati alle tematiche scientifiche e
neuroscientifiche contemporanee e ai risvolti etici che esse presentano. E’ ormai evidente che le neuroscienze sono destinate ad assumere una rilevanza
sempre più significativa non solo nella
ricerca scientifica ma anche nella nostra vita. L’accelerazione scientifica e
tecnologica sta trasformando
radicalmente la nostra esistenza lasciando intravedere prospettive
inquietanti. Conoscenza e riflessione etica (ambiti che la Neuroetica mette
insieme) sono imprescindibili se vogliamo conservare la nostra umanità.
La Scuola è
collegata al Festival di Neuroetica e del Cervello Sociale che si tiene in
Ottobre.
Per saperne di più
consultare il sito WWW// Neuroscientificamente. word. press ; la pagina
facebook festival di Neuroetica e del Cervello Sociale
Che cos’è la
Neuroetica
La Neuroetica ha
un ambito di ricerca
ampio e complesso: si muove al confine tra alcune scienze specifiche
(neuroscienze, psicologia, filosofia della mente, genetica, biologia
molecolare, psicologia cognitiva, teoria dell’evoluzione) e la filosofia, in
particolare nella declinazione
dell’etica. E’ interdisciplinare: riesce, infatti, a realizzare quello che
sembrava impossibile, cioè un dialogo proficuo
tra saperi scientifici ed umanistici, che vede lavorare, fianco a
fianco, neuroscienziati, biologi molecolari, psicologi cognitivisti, psicologi
evoluzionisti, filosofi della mente e filosofi morali.
.La neuroetica si
occupa fondamentalmente di due ambiti di ricerca:
1)
delle
questioni etiche relative all’applicazione pratica dei risultati delle
neuroscienze ( in ambito anche clinico e non solo); in questo senso la
neuroetica è molto vicina alla bioetica e alla sua connotazione
pratico-normativa che si applica a dati empirici ottenuti da altre discipline;
2)
dello
studio e dell’analisi di alcuni temi o
problemi dell’etica tradizionale, muovendosi su un terreno sperimentale e
secondo un’ottica naturalistica,. Da una parte vi sono, infatti, ricerche
di neuroetica condotte in laboratorio sulle basi cerebrali del ragionamento
morale, frutto di collaborazione tra filosofi e neuroscienziati; dall'altra, le
riflessioni etiche sulle acquisizioni delle neuroscienze che si collocano nella
più generale ripresa dell'etica normativa contemporanea
E’evidente che i confini della Neuroetica sono piuttosto ampi: attengono,
infatti, alla riflessione critica su ciò
che progressivamente veniamo a conoscere su noi stessi e sul nostro
"funzionamento" grazie principalmente (ma non esclusivamente) alle
neuroscienze. E’ anche evidente che la
“naturalizzazione forte” dell'indagine sull'essere umano rende necessaria una
“metadisciplina” ( la neuroetica) che si occupi dell'ambito interdisciplinare
descritto più su. Biologia evoluzionistica, psicologia e neuroscienze cognitive
rimettono in discussione la rappresentazione "mentalistica" che
abbiamo di noi stessi, ribaltando la concezione intuiva della soggettività come
unitaria e accessibile in modo trasparente all'introspezione, lasciando e
rimettendo in discussione categorie concettuali consolidate. Ma molti punti
rimangono oscuri, punti che lasciano spazio anche all'indagine filosofica in
quanto tale.
La "neuroetica" (termine che vuole includere una più ampia
filosofia delle neuroscienze) è, dunque, una nuova prospettiva di riflessione e
di ricerca che ha sulle neuroscienze un
focus speciale,ma è rivolta anche alle altre discipline che hanno come proprio
oggetto l'essere umano nella sua dimensione naturale (dalla genetica alla
psicologia e alle scienze sociali e umane) ma con un legame speciale con la
filosofia. Pertanto la Neuroetica si
propone come sovraordinata alle sottodiscipline caratterizzate dal prefisso
"neuro", una sorta di (meta)disciplina che unisce settori di
iperspecializzazione.
.E ormai evidente che le neuroscienze sono destinate ad assumere una rilevanza
sempre più significativa non solo nella
ricerca scientifica ma anche nella nostra vita. E’ anche evidente che un pari
ruolo dovranno assumere la Neuroetica e la Filosofia delle Neuroscienze: il
progresso scientifico è inarrestabile ed inevitabilmente porrà questioni morali sempre più complesse e
difficili rispetto alle quali dovremo prendere posizione, e i filosofi,
soprattutto, dovranno attrezzarsi
Tre
anni fa in Italia è nata la Società di Neuroetica e Filosofia delle
Neuroscienze (Sine) che
raccoglie ricercatori e studiosi
italiani che si muovono nell’ambito delle scienze cognitive, della psicologia,
della filosofia della mente e della filosofia morale, delle neuroscienze, della
biologia molecolare
