Neuroscienze, neuroetica, filosofia della mente, psicoterapia

venerdì 4 gennaio 2019

Neuroplasticità e Mindfulness: la pratica di Mindfulness porta cambiamenti significativi nel cervello


CENTRO MINDFULNESS SUD LAZIO CASSINO



La  neuroplasicità, come risultato dell’esperienza, è una delle più importanti scoperte delle neuroscienze.

La pratica della Mindfulness può portare a cambiamenti significativi  nelle strutture cerebrali.

1)      La meditazione è associata ad un aumento delle strutture cerebrali. Meditatori avanzati (tstati con fMRI) hanno una corteccia più spessa rispetto ai non meditatori nelle aree associate all’attenzione, all’interpretazione e all’elaborazione sensoriale(Lazar et al.2005)

2)      Meditazione a lungo termine è associata all’aumento nella materia grigia nel tronco cerebrale (Vestergaard-Poulsen, 2009)

3)        Aumento della materia grigia nell’ippocampo e nel frontale. Meditatori  a lungo termine avevano, rispetto al gruppo di controllo, volumi di materia grigia più grandi nei circuiti associati alla reegolaione emotiva (dlPFC, ippocampo destro) (Luders et al., 2009)

giovedì 13 dicembre 2018

Perché non riusciamo a capirci? Eppure siamo esseri razionali


Anche alcune specie animali presentano conflitti ma solo gli esseri umano  possono entrare in disaccordo, bisticciare e discutere con gli altri (prossimi e lontani). E, pure, nessuno affermerebbe mai che l'altro è senza ragione. Magari in quel momento l'altro è irragionevole cioè fa un cattivo uso della ragione.  Aristotele ci ha detto che l'uomo è un essere razionale. Aristotele diceva anche che l'uomo è un essere dotato di parola. Sembrerebbe secondo il filosofo che ragione e capacità di parola, di discorso, vadano insieme. E, pure, molte volte non riusciamo ad arrivare ad una verità condivisa. Tra l'altro le scienze cognitive ci hanno insegnato che molto spesso facciamo scelte irrazionali, anche quando siamo convinti di essere razionali. E allora anche il linguaggio in cui si esprimono i nostri ragionamenti  è irrazionale. Secondo gli autori di The enigma of reason ( Dan Sperber, Hugo Mercier) la ragione e, dunque, il linguaggio, non hanno l'obiettivo di giungere alla verità e ad una verità condivisa (che implica un tou diàleghestai socratico) ma di produrre argomenti che possano convincere l'altro. Siamo ritornati a Protagora e Gorgia? Secondo gli autori tutto si risolve se v'è da ambo i lati la disponibilità ad ammettere che si può sbagliare e che è il caso di analizzare gli argomenti degli altri con apertura mentale. Insomma occorre quella capacità di dialogo di cui ci parlavano Socrate e, vicino a noi, Guido Calogero autore della filosofia del dialogo.

mercoledì 12 dicembre 2018

L'amore secondo Bauman

 
"L'amore non è la promessa di una felicità facile, ma il tentativo costante di tenere vivo questo sentimento attraverso la cura dell'altro"
Semplicemente: l'amore è un vero e proprio lavoro